La ricerca europea aggiunge dati numerici alle misure del protocollo di Kyoto
In Germania, l'Istituto Fraunhofer per la ricerca sui sistemi e sull'innovazione (ISI) ha elaborato dati numerici, che quantificano i possibili risparmi energetici derivanti da un comportamento consapevole. In uno studio, condotto in collaborazione con l'Ökoinstitut (Istituto tedesco per l'ecologia) di Darmstadt e il Politecnico di Monaco di Baviera, gli scienziati hanno rilevato che, in Germania, le emissioni di biossido di carbonio potrebbero essere ridotte di 23 milioni di tonnellate nel settore del commercio e dei servizi. Un taglio del 50 percento di tali emissioni dovrebbe essere effettuato dal settore industriale, in cui lo studio riscontra l'uso di impianti ad aria compressa che, generalmente, presentano una bassa efficienza energetica e possono costituire un ambito di potenziale risparmio. Uno dei tagli più consistenti verrebbe dalle abitazioni tedesche che, secondo lo studio, potrebbero risparmiare ben 61 milioni di tonnellate di biossido di carbonio, ossia un terzo delle emissioni totali nel settore domestico. "Le nostre analisi dimostrano che gli obiettivi definiti a Kyoto per ridurre i gas serra sono del tutto fattibili. Processi e procedure efficienti a livello energetico non solo hanno senso per la tutela dell'ambiente, ma sono estremamente interessanti anche dal punto di vista economico", ha affermato il Dr. Harald Bradke, direttore dei dipartimenti Energia, Tecnologia e Politica energetica dell'Istituto Fraunhofer ISI. "Sotto quest'ultimo aspetto, i paesi europei continueranno a consolidare il loro ruolo modello in tecnologie per il risparmio energetico e, di conseguenza, economico...non si può escludere che gli europei riescano ad incrementare notevolmente il loro commercio con l'estero verso gli Stati Uniti, proponendo tecnologie ecoefficienti".