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La Commissione effettuerà un'analisi comparativa delle politiche sul commercio elettronico delle PMI nell'UE

Il 18 febbraio, la Commissione europea ha lanciato una consultazione che consentirà di semplificare la valutazione e l'analisi comparativa delle politiche nazionali e regionali per la promozione del commercio elettronico tra le PMI (piccole e medie imprese). Tutte le parti i...

Il 18 febbraio, la Commissione europea ha lanciato una consultazione che consentirà di semplificare la valutazione e l'analisi comparativa delle politiche nazionali e regionali per la promozione del commercio elettronico tra le PMI (piccole e medie imprese). Tutte le parti interessate del settore dell'e-economy sono invitate a partecipare alla consultazione, che sarà disponibile sul sito Europa della Commissione fino al 31 marzo. L'iniziativa è stata realizzata per contribuire a valutare i punti di forza e di debolezza delle politiche nazionali e regionali in questo settore, nonché per chiarire come i programmi europei possano essere utili per completare tali politiche. La valutazione delle politiche in base all'elenco definitivo dei criteri concordati è prevista per giugno 2002. Nello stesso mese, si terrà una conferenza ad alto livello che evidenzierà gli esempi di migliori prassi attuate dal settore pubblico allo scopo di elaborare le politiche sul commercio elettronico. La prima fase della procedura è stata completata da una relazione che ha identificato oltre 150 politiche rivolte alle PMI e al commercio elettronico. Secondo le previsioni, i risultati definitivi saranno discussi dal Consiglio dei ministri dell'Industria nel novembre 2002. Inoltre la Commissione ha iniziato uno studio comparativo sulla gestione degli incubatori, allo scopo di valutare le prestazioni di circa 800 incubatori d'impresa nell'UE. Nel frattempo la Commissione ha già ultimato uno studio sulle procedure di avviamento delle nuove imprese, che dimostra gli importanti progressi compiuti in alcuni Stati membri dell'UE, ma anche le grandi differenze che permangono tra loro. Erkki Liikanen, commissario dell'UE per le Imprese e la Società dell'informazione, ha accolto favorevolmente tali risultati, ma ha aggiunto che le differenze e il fabbisogno di capitale minimo richiesto per la costituzione delle imprese, indicano la necessità di ulteriori progressi. Lo studio ha evidenziato le importanti azioni attuate in paesi come Grecia, Portogallo, Italia e Finlandia per semplificare le procedure di costituzione delle imprese, facendo notare che in tutti i 15 Stati membri a esclusione di due (il Regno Unito e la Danimarca) esistono sportelli unici per la creazione di imprese. La relazione ha concluso che le condizioni per avviare aziende individuali sono "ragionevolmente soddisfacenti".

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