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Cardiologi e UE uniti nella lotta contro le cardiopatie

Alcuni fra i più illustri cardiologi europei hanno avviato una collaborazione con il Consiglio dell'Unione europea per promuovere un nuovo progetto di lotta contro le cardiopatie nell'UE. Il Consiglio ha approvato il progetto "Heart plan for Europe" (Progetto di cardiologia p...

Alcuni fra i più illustri cardiologi europei hanno avviato una collaborazione con il Consiglio dell'Unione europea per promuovere un nuovo progetto di lotta contro le cardiopatie nell'UE. Il Consiglio ha approvato il progetto "Heart plan for Europe" (Progetto di cardiologia per l'Europa) della Società europea di cardiologia (ESC), affermando che le cardiopatie rappresentano "una delle maggiori priorità" dell'Unione. Il progetto, presentato al Consiglio dal governo spagnolo in occasione della riunione finale del proprio turno di Presidenza, definisce una serie di obiettivi specifici per la lotta alle cardiopatie in Europa. Fra questi figurano la riduzione del fumo di sigarette, della colesterolemia e della pressione sanguigna nella popolazione generale. Il professor John Martin, membro del consiglio dell'ESC e professore di medicina cardiovascolare presso l'University College di Londra (Regno Unito), è uno dei promotori della campagna. "L'impatto delle cardiopatie, in Europa, è analogo a quello della peste nel Medioevo. Ma mentre la peste arrivava e scompariva nel giro di alcuni anni, le cardiopatie ci accompagnano ormai da quasi un secolo e la situazione non fa che peggiorare", ha affermato il prof. Martin. L'ESC chiede alla Commissione europea di intraprendere azioni concrete per migliorare la salute cardiovascolare a livello europeo. "Sebbene spetti a ciascun paese occuparsi della salute cardiovascolare dei propri cittadini, vi sono alcune questioni che possono essere analizzate e affrontate in modo adeguato solo da una prospettiva europea", ha dichiarato il prof. Martin. José Maria Cruz, presidente dell'ESC, ha aggiunto: "Nonostante questa dichiarazione dell'UE rappresenti uno straordinario risultato, si tratta solo dell'inizio. Il lavoro dovrà proseguire nel corso della Presidenza danese del Consiglio dell'UE, e poi durante quella greca, italiana e così via". Secondo Cruz, inoltre, è necessario fornire una migliore informazione ai cittadini ed offrire una formazione permanente ai medici.