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La collaborazione con gli Stati Uniti risente dei controlli di sicurezza

Gli scienziati impegnati nella ricerca sugli armamenti sono ostacolati dagli eccezionali controlli di sicurezza statunitensi sulle richieste di visto. Secondo un articolo della rivista Science, sono stati maggiormente colpiti gli scienziati provenienti dall'ex Unione Sovietic...

Gli scienziati impegnati nella ricerca sugli armamenti sono ostacolati dagli eccezionali controlli di sicurezza statunitensi sulle richieste di visto. Secondo un articolo della rivista Science, sono stati maggiormente colpiti gli scienziati provenienti dall'ex Unione Sovietica e dalla Cina. I ritardi hanno già fatto rinviare la prevista convocazione di gruppi scelti, appartenenti all'ex Unione Sovietica ed agli Stati Uniti, per discutere la protezione delle popolazioni civili da atti di terrorismo. Recentemente, un seminario che avrebbe dovuto studiare il rilevamento di tossine ed agenti patogeni con l'uso di segnali d'allarme bioluminescenti è stato rimandato dall'inizio alla fine di agosto, dopo che cinque scienziati non erano riusciti ad ottenere i visti per gli Stati Uniti. Ironicamente, le nuove misure di sicurezza potrebbero avere un impatto negativo, rendendo più difficile agli scienziati statunitensi avvalersi delle conoscenze in possesso dei ricercatori stranieri nell'ambito dei programmi di non proliferazione e di protezione dei civili da atti di terrorismo. Sembra però che i consueti scambi scientifici non siano stati intaccati dalle misure di sicurezza aggiuntive, in quanto la National Science Foundation (Stati Uniti) non riferisce alcuna diminuzione delle collaborazioni con scienziati stranieri.