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Characterizing the risk of pesticide use on amphibian and reptile populations based on multiple, ecologically relevant responses

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Esaminato il rischio dei pesticidi per gli anfibi e i rettili

Anfibi e rettili sono le due unità tassonomiche di vertebrati con il numero più elevato di specie a rischio. L’inquinamento ambientale causato dalle attività umane è una delle principali minacce per questi organismi, ma essi non vengono presi in considerazione nelle valutazioni del rischio di inquinanti come ad esempio i pesticidi.

Cambiamento climatico e Ambiente

L’obiettivo del progetto HERPESTI (Characterizing the risk of pesticide use on amphibian and reptile populations based on multiple, ecologically relevant responses) era quello di testare il livello di protezione che la legislazione europea dedica agli anfibi e ai rettili, in inglese chiamati collettivamente “herps”. Questo obbiettivo è stato raggiunto identificando l’impatto dei pesticidi su stato e vitalità delle popolazioni di anfibi e rettili, come ad esempio su comportamento riproduttivo, risposta immunitaria e resistenza ai patogeni. Il progetto ha inoltre determinato se i protocolli di valutazione del rischio sono efficaci nel proteggere gli anfibi e i rettili dai pesticidi. I ricercatori hanno studiato il rischio dell’esposizione di anfibi e rettili ai pesticidi usando il tritone palmato (Lissotriton helveticus) e la lucertola muraiola (Podarcis muralis). I risultati hanno indicato un elevato potenziale di esposizione, sia mediante vaporizzazione diretta che mediante l’assorbimento attraverso la pelle o mediante l’alimentazione. In confronto a uccelli e mammiferi, anfibi e rettili rimangono esposti per lunghi periodi di tempo a causa delle loro scarse possibilità di allontanarsi dalle aree trattate. I differenti modi in cui anfibi e rettili sono esposti ai pesticidi negli ambienti acquatici e terrestri sono stati messi a confronto in rane comuni (Rana temporaria), tritoni palmati e lucertole muraiole. Si è scoperto che la tossicità può dipendere dalla via di esposizione di alcuni pesticidi, ad esempio il diserbante glufosinate ammonio era più tossico per le larve di tritone se presente nei sedimenti anziché nell’acqua. Questo ha mostrato che per gli anfibi acquatici l’ingestione di cibo contaminato e/o di sedimenti potrebbe essere un modo importante di assorbimento del pesticida. I dati sulla tossicità basati su pesci, uccelli o mammiferi sono stati valutati per quanto riguarda la loro efficacia nel proteggere anfibi e rettili dall’impatto dei pesticidi. Il fatto di trascurare anfibi e rettili nella valutazione del rischio è preoccupante poiché entrambi i gruppi presentano dei meccanismi particolari che li rendono particolarmente vulnerabili all’impatto dei pesticidi. Ad esempio, l’assimilazione dei pesticidi attraverso la pelle nell’ambiente terrestre è ignorata nei test effettuati usando mammiferi e uccelli. Tuttavia, la natura permeabile della pelle degli anfibi o il collegamento tra rettili e terreno dove i pesticidi sono applicati, in particolare durante la deposizione delle uova, rendono questa via un modo significativo di esposizione per queste creature. HERPESTI ha mostrato una chiara necessità di riconsiderare il modo in cui vengono effettuate le valutazioni del rischio rappresentato dai pesticidi per i vertebrati. Esso ha fornito delle prove che hanno indicato come le vie di esposizione attualmente usate per pesci, uccelli e mammiferi non sono appropriate per coprire i rischi per anfibi e rettili in modo significativo.

Parole chiave

Anfibi, rettili, rettili e anfibi, valutazione rischio, pesticidi, HERPESTI, tossicità, sedimenti, glufosinate ammonio

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