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Busquin esorta i settori pubblico e privato ad incrementare gli investimenti in R&S

Il commissario europeo della Ricerca Philippe Busquin ha invitato sia il settore pubblico sia quello privato a fare la loro parte per incrementare gli investimenti in R&S (ricerca e sviluppo) in Europa. Intervenendo ad una manifestazione del Commissariato per l'energia atomic...

Il commissario europeo della Ricerca Philippe Busquin ha invitato sia il settore pubblico sia quello privato a fare la loro parte per incrementare gli investimenti in R&S (ricerca e sviluppo) in Europa. Intervenendo ad una manifestazione del Commissariato per l'energia atomica (CEA) il 10 settembre, Busquin ha dichiarato che la scarsità di investimenti in R&S in Europa non è un segreto per nessuno. Egli ha affermato che questa penuria dipende principalmente dal settore privato, i cui investimenti in R&S costituiscono solo l'1,1 per cento del PIL europeo, rispetto all'1,8 per cento negli Stati Uniti ed al 2,1 per cento in Giappone. Il Commissario ha però sottolineato che anche le autorità pubbliche hanno un ruolo da svolgere. "Le autorità pubbliche europee e nazionali hanno evidentemente un ruolo da svolgere. Si tratta in primo luogo di migliorare le condizioni per gli investimenti: le risorse umane ed i mercati dei capitali, l'imprenditorialità, l'ambiente competitivo ed una normativa che favorisca l'innovazione". Busquin ha proposto l'adozione di una comunicazione con l'obiettivo di stimolare il dibattito su questi temi. Egli ha sottolineato che l'investimento in R&S non deve essere considerato unicamente in termini di spesa, ma anche come un investimento per le generazioni future. "Da esso dipende il progresso scientifico e tecnologico, che è cruciale per la crescita sostenibile e la qualità dell'occupazione in un'economia moderna basata sulla conoscenza". Anche la Commissione ha invocato delle modifiche alla politica industriale dell'UE, passo essenziale, ha dichiarato Busquin, "se intendiamo davvero rispondere alle sfide enunciate a Lisbona e a Barcellona". "Uno dei fattori importanti per il successo di queste iniziative è rappresentato dallo sforzo di garantire la coerenza tra, da un lato, la R&S che crea tali nuove opportunità e, dall'altro lato, [...] il quadro normativo, che rende possibile la commercializzazione più veloce delle nuove tecnologie". Il Commissario ha indicato le biotecnologie e la tecnologia delle pile a combustibile come due settori che richiedono una politica industriale adeguata. "Questi due esempi mostrano che la politica industriale dovrebbe prendere in considerazione la quantità e la qualità delle conoscenze che alimentano la crescita e la competitività. Se non si tiene conto dei ricercatori e degli investimenti pubblici e privati la politica industriale s'impoverirà, poiché vengono ignorate le conoscenze che costituiscono il suo motore portante". Tutti i settori trarranno vantaggi dagli investimenti in R&S, ha sottolineato Busquin, in particolare dopo la creazione dello Spazio europeo della ricerca (SER). "Lo Spazio europeo della ricerca è concepito come un luogo dove condividere i valori, all'interno del quale sono fondamentali l'accesso alla conoscenza ed il dialogo tra quanti la producono (i ricercatori), quanti si avvalgono dei risultati (la società) e quanti hanno la responsabilità di gestire il flusso e lo sviluppo di tali risultati (le autorità pubbliche e private)".