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L'ONU verso un trattato anticlonazione

Con l'istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di redigere un accordo, la commissione giuridica dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha compiuto un passo in avanti verso la stesura di un trattato internazionale per bandire la clonazione umana a scopo riproduttivo. ...

Con l'istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di redigere un accordo, la commissione giuridica dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha compiuto un passo in avanti verso la stesura di un trattato internazionale per bandire la clonazione umana a scopo riproduttivo. Poiché tutti i 190 paesi membri avranno l'opportunità di esprimere la propria opinione in merito, la procedura potrebbe richiedere anni prima di arrivare alla conclusione. Dopo aver scatenato molte controversie, Severino Antinori ha già annunciato la sua intenzione di clonare il primo essere umano e malgrado le previsioni di molti esperti, secondo i quali dovranno trascorrere ancora diversi anni prima di assistere ad un risultato concreto, egli sostiene che grazie agli avanzamenti tecnologici il successo potrebbe giungere in tempi molto brevi. Qualsiasi tentativo di creare un clone umano comporterebbe numerosi pericoli per la madre e il bambino. La pecora Dolly, per esempio, rappresenta l'unico successo su 247 tentativi di clonazione degli ovini e molti feti di animali clonati sviluppano gravi malformazioni a causa delle quali vengono abortiti spontaneamente, spesso mettendo a rischio la vita della madre. Il dott. Antinori afferma di avere trovato il sistema per selezionare gli embrioni in modo da ridurre il numero di gravidanze fallite, ma secondo altri medici non è tecnicamente possibile individuare i feti destinati ad uno sviluppo anomalo. I tentativi di far nascere un essere umano mediante clonazione sono oggetto di una generale condanna e vari paesi stanno adottando normative per vietare la clonazione umana. Gli USA puntano all'obiettivo di bandire tutte le forme di clonazione umana, peraltro già vietate nel Regno Unito con una legge frettolosamente preparata e approvata dal Parlamento alla fine dell'anno scorso. Pur essendo stata ampiamente pubblicizzata durante il 2001, la creazione del primo clone di embrione umano negli USA non è stata seguita da tentativi di impianto in utero. A seguito di questa notizia, il commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin ha ritenuto opportuno ribadire l'opposizione europea, dichiarando: "Non tutto ciò che è scientificamente possibile e tecnologicamente fattibile, deve essere anche auspicabile o ammissibile". Il Commissario ha poi proseguito: "Gli sviluppi avvenuti negli Stati Uniti dimostrano quanto sia urgente e importante per l'Europa discutere e prendere posizione in merito al problema delle cellule staminali embrionali". Tuttavia, l'uso della tecnologia di clonazione è molto controverso, perché altri ricercatori temono che il divieto totale di clonare cellule umane possa compromettere la ricerca medica del futuro. In particolare, alcuni considerano i cloni degli embrioni umani come una preziosa fonte di cellule staminali che, un giorno, potrebbero contribuire alla cura di molte malattie.