Busquin delinea la propria visione di uno "Spazio europeo della televisione scientifica"
Il commissario europeo della Ricerca Philippe Busquin ha rivolto un appello per un approccio comune alla produzione di programmi televisivi scientifici, al fine di migliorare il dialogo tra scienza e società. Intervenendo il 13 gennaio alla conferenza "Scienza e televisione" a Parigi, Busquin ha dichiarato che i cittadini europei sono consapevoli del contributo apportato dalla scienza alla qualità della vita. Come risulta dai sondaggi, ha affermato il Commissario, l'opinione pubblica prova interesse per la scienza e la tecnologia, però oltre il 60 per cento degli intervistati si considerano scarsamente informati sulle scoperte che li riguardano direttamente. "[...] L'opinione pubblica non può più ignorare la scienza", ha dichiarato Busquin, "né gli scienziati possono più permettersi di ignorare l'opinione pubblica. Nel ventunesimo secolo non è più possibile chiudersi nella 'torre d'avorio', né in Francia né a maggior ragione in Europa. È necessario un dialogo, nel quale un ruolo cruciale spetta alla televisione". Il Commissario ha però individuato alcune sfide da superare affinché la televisione possa svolgere tale compito. La prima, ha affermato, consiste nel mobilitare gli scienziati perché si avvalgano della televisione come strumento per la diffusione di informazioni: "Sono numerosi gli scienziati [...] che comprendono l'importanza della questione. Ma sono molti anche coloro che provano una diffidenza generale verso i mass media e verso la televisione in particolare". Molti scienziati, ha continuato Busquin, hanno anche necessità di essere rassicurati dopo aver riscontrato un atteggiamento opportunistico in alcuni settori dei mass media, a caccia di annunci sensazionali piuttosto che di verità scientifiche. La sfida risolutiva, ha dichiarato il Commissario, consiste nel convincere i ricercatori dell'importanza della comunicazione rivolta al pubblico e non soltanto ai loro colleghi: "Informare i cittadini sui progressi della scienza e metterli in grado di fare le scelte necessarie alla società". Tali sfide, a giudizio di Busquin, saranno superate solo da un approccio decisamente europeistico in materia di redazione, produzione, finanziamento e messa in onda dei programmi scientifici. "Uno spazio europeo della televisione scientifica dovrebbe quindi rientrare naturalmente nello Spazio europeo della ricerca che si sta attualmente istituendo", ha affermato. Al fine di trasformare questa visione in realtà, sono in fase di progetto o in corso di attuazione diverse azioni a cura di ricercatori e responsabili delle politiche in Europa. Busquin ha espresso la propria soddisfazione per il fatto che molte università europee offrono ora ai ricercatori anche lo studio delle tecniche della comunicazione, come avviene da alcuni anni negli Stati Uniti. Busquin ha descritto il sostegno offerto dall'iniziativa "Scienza e società" della Commissione europea a sceneggiatori e produttori di programmi di fiction scientifica, nonché ricordato che i 400 milioni di euro messi a disposizione dal programma "Media Plus" stanno contribuendo alla produzione di documentari scientifici di ottima qualità. Il Commissario ha altresì annunciato che uno studio di fattibilità esaminerà l'istituzione di un sito web per lo scambio di immagini ed informazioni scientifiche tra i ricercatori ed i professionisti della televisione in Europa. In conclusione Busquin ha avvertito che il successo non sarà a basso costo e che la qualità ha un prezzo: "Solo uno sforzo risoluto e la messa in rete di risorse, talenti e conoscenza a livello europeo apporteranno risultati in tale impresa. Tutti coloro che parteciperanno a questo progetto vedranno messa a dura prova non solo la loro volontà ma anche la loro immaginazione".