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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Secondo un nuovo studio, i farmaci innovativi sono essenziali per migliorare i sistemi sanitari europei

Da uno studio pubblicato recentemente è emerso che lo sviluppo e la migliore applicazione dei farmaci innovativi sono essenziali per migliorare i sistemi sanitari in tutt'Europa. Lo studio, condotto dal professor Schöffski per conto della Federazione europea delle associazio...

Da uno studio pubblicato recentemente è emerso che lo sviluppo e la migliore applicazione dei farmaci innovativi sono essenziali per migliorare i sistemi sanitari in tutt'Europa. Lo studio, condotto dal professor Schöffski per conto della Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (EFPIA), ha messo in luce, inoltre, l'attuale mancanza di riconoscimento e l'uso erratico dei farmaci innovativi nell'ambito dei sistemi sanitari degli Stati membri. "L'industria farmaceutica ha sviluppato numerosi medicinali innovativi in grado di aumentare l'aspettativa di vita dei pazienti e, di conseguenza, la loro qualità di vita", ha affermato il prof. Schöffski. Tuttavia, i risultati dello studio hanno dimostrato che sebbene per le 20 patologie prese in esame esistano nuovi farmaci, i pazienti continuano a ricevere medicinali obsoleti, i quali sono meno efficaci oppure comportano maggiori effetti collaterali. In alcuni casi, ai pazienti non viene somministrato alcun trattamento. Questi risultati non solo evidenziano la preoccupante situazione dei sistemi sanitari europei, ma sottintendono anche una mancanza di comprensione e d'interesse nei confronti della valenza dei farmaci innovativi, la quale potrebbe ripercuotersi sui finanziamenti futuri per la ricerca e sviluppo nel settore dei prodotti farmaceutici innovativi. "Le innovazioni farmaceutiche non sono una minaccia per i sistemi sanitari europei, ma un'opportunità", ha precisato il prof. Schöffski. Lo studio suggerisce che attraverso lo sviluppo e l'applicazione di medicinali innovativi, i sistemi sanitari possono aumentare la loro efficienza economica: i maggiori investimenti, infatti, sarebbero compensati dall'aumento dell'aspettativa di vita dei pazienti. Il prof. Schöffski ritiene che per promuovere l'utilizzo di tali farmaci, i pazienti e gli operatori sanitari dovrebbero essere maggiormente informati su tutti i trattamenti disponibili. "In generale, i decisori europei non riconoscono sufficientemente il valore dei farmaci", sostiene il prof. Schöffski Inoltre, a suo avviso, l'industria farmaceutica deve affrontare il problema delle differenze di prezzo fra i vecchi e i nuovi trattamenti farmaceutici, a causa delle quali l'utilizzo dei primi viene inevitabilmente prolungato. "La necessità di disporre di farmaci di elevata qualità dovrebbe essere maggiormente riconosciuta e i farmaci moderni dovrebbero essere accessibili, in tempi rapidi, ad ogni paziente europeo", ha dichiarato il prof. Schöffski.

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