Secondo il commissario Liikanen, la futura prosperità economica risiede nell'economia della conoscenza
I paesi che adottano con successo le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) tendono a svilupparsi più rapidamente: questo il messaggio espresso con chiarezza il 24 febbraio dal commissario europeo per le Imprese e la Società dell'informazione Erkki Liikanen. In un discorso pronunciato al Politecnico di Budapest sul tema "L'Ungheria in un'Europa allargata e la società dell'informazione", Liikanen ha espresso apprezzamento per l'adozione da parte dei paesi candidati del piano d'azione "eEurope+2003", che si ispira in larga misura all'iniziativa "eEurope" dell'UE, finalizzata ad incoraggiare lo sviluppo delle TIC in ogni settore dell'economia. Tuttavia, nonostante l'adozione del piano d'azione, soltanto cinque paesi sono riusciti finora a liberalizzare i mercati della comunicazione vocale tramite rete fissa, mentre gli altri otto paesi candidati rimangono ancora indietro. "La liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni nei paesi in fase di adesione non è completa ed alcuni di questi sono molto più avanti rispetto agli altri. Per tale motivo, stiamo monitorando attentamente i progressi compiuti verso l'attuazione della liberalizzazione in tutti i paesi in fase di adesione", ha sottolineato il Commissario. Fra i paesi che accusano un ritardo figura l'Ungheria: ciò è dovuto, secondo Liikanen, alla mancanza di competitività nell'ambito del mercato interno dell'UE ed al fatto che il prodotto interno lordo (PIL) del paese è più basso e maggiormente diversificato. Liikanen ha evidenziato nel contempo che il divario si è ulteriormente ampliato a causa dell'ottimo sviluppo delle reti mobili nell'Europa occidentale. "S'intuisce che le reti di comunicazione mobile giocano un ruolo importante nella realizzazione di un accesso economicamente conveniente a livello universale". "Tuttavia, il divario sarebbe altresì parzialmente imputabile a problemi di convenienza economica. Abbiamo appreso che, nel momento in cui i prezzi si sono nuovamente allineati ai costi, misura quest'ultima imposta dalla legislazione comunitaria, indispensabile in un mercato liberalizzato, alcuni abbonati sono stati costretti a rinunciare al servizio telefonico poiché non erano più in grado di sostenerne i costi", ha indicato Liikanen. Liikanen ha concluso ribadendo l'esigenza di colmare il divario economico ed ha invitato i paesi candidati ad "insistere nel perseguimento di una completa liberalizzazione delle comunicazioni, al fine di abbassare i prezzi ed aumentare la qualità, e ad impegnarsi inoltre in ogni modo possibile per apportare valore aggiunto all'economia della conoscenza".