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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Secondo uno studio, le tecnologie del linguaggio naturale devono essere rappresentate nel SER

Uno studio finanziato dall'UE rivela che Germania, Regno Unito e Paesi Bassi guidano la classifica europea nel campo delle tecnologie del linguaggio naturale (HLT) e che occorre attribuire a tale settore una "presenza visibile" nell'ambito dello Spazio europeo della ricerca (S...

Uno studio finanziato dall'UE rivela che Germania, Regno Unito e Paesi Bassi guidano la classifica europea nel campo delle tecnologie del linguaggio naturale (HLT) e che occorre attribuire a tale settore una "presenza visibile" nell'ambito dello Spazio europeo della ricerca (SER). Le tecnologie del linguaggio naturale consentono alle persone di comunicare con i computer e di utilizzare i calcolatori in modo più naturale e nella propria lingua. Lo studio di benchmarking è stato condotto da EUROMAP Language Technologies, un'iniziativa finanziata dalla Commissione, volta a promuovere una maggiore sensibilizzazione nei confronti delle tecnologie HLT e ad accelerarne l'adozione in Europa. Lo studio suddivide gli Stati membri dell'UE in quattro gruppi, in base al loro potenziale di utilizzo di tali tecnologie e alle prospettive e i tassi di successo nel campo della ricerca e del trasferimento tecnologico in materia di HLT. Germania, Regno Unito e Paesi Bassi si sono rivelati i "dominatori" della classifica. La Germania ha ottenuto i risultati migliori e dal 1985 beneficia di investimenti costanti nelle HLT, da parte del settore pubblico e privato. Secondo lo studio, Francia, Belgio e Spagna possiedono un "forte potenziale". Tali paesi dispongono di comunità scientifiche ben sviluppate e di una ricerca in materia di HLT piuttosto approfondita. Pertanto, nel momento in cui vi sarà un contesto più favorevole, si troveranno nella posizione ideale per valorizzare questo tipo di tecnologia. Svezia, Finlandia, Irlanda e Danimarca fanno parte del gruppo dei "promettenti", che corrisponde pressappoco alla media dell'UE. La relazione raccomanda a tali paesi di incrementare gli investimenti nella ricerca in materia di HLT e di intensificare il trasferimento tecnologico, se intendono adeguarsi agli standard di prossima generazione. L'ultimo gruppo si compone, secondo la descrizione, di paesi che hanno raggiunto i loro "limiti strutturali", ovvero Grecia, Italia, Portogallo e Austria. Tali paesi, si legge nella relazione, "necessitano di un nuovo approccio per recuperare il terreno perduto nei confronti dei migliori". Ad essi, il documento raccomanda di guardare al di là dei loro confini per valorizzare la ricerca sulle HLT, sostenendo che tutti beneficeranno di una maggiore collaborazione all'interno dell'UE. La relazione elenca, inoltre, una serie di raccomandazioni per l'Europa, fra cui, innanzitutto, garantire alle attività in materia di HLT una presenza concreta e visibile all'interno del SER. "L'obiettivo deve essere lo sviluppo di moduli HLT robusti, stabili e multilingue, integrabili negli ambienti emergenti delle applicazioni TSI [tecnologie per la società dell'informazione]", si legge nella sintesi. EUROMAP sostiene che le tecnologie HLT rivestono una notevole importanza economica in Europa. Nessun'altra regione economicamente avanzata è in grado di offrire la varietà linguistica dell'Europa. Attualmente l'UE conta 11 lingue ufficiali, cifra che supererà la ventina a seguito dell'allargamento. Accanto alle lingue ufficiali dei futuri Stati membri, infatti, si registra un numero elevato di lingue regionali, lingue nazionali non ufficiali e lingue parlate dagli immigrati nelle zone di confine dell'UE. In un ambiente caratterizzato da una crescente densità di informazioni, la trasparenza linguistica è essenziale affinché tutti, cittadini, consumatori, governi e imprese, possano partecipare alla società dell'informazione. Lo studio sostiene che i finanziamenti comunitari sono stati fondamentali per la creazione di una comunità di ricerca coerente in Europa. "La tendenza a finanziare un maggior numero di piccoli progetti (rispetto a quanto accade negli Stati Uniti e in Giappone) ha condotto ad un ampliamento della base tecnologica in tutta l'Unione; nel contempo, la struttura dei progetti nell'ambito del PQ [programma quadro], che impone una collaborazione transnazionale, ha creato una base di ricerca realmente paneuropea", recita lo studio. Tuttavia, la relazione sottolinea la necessità di sviluppare una visione più coerente della ricerca sugli aspetti linguistici anche in altri settori dell'attività relativa alle TSI, fra cui le biblioteche digitali, la prevenzione delle frodi, la tecnologia vocale all'interno delle automobili e la documentazione relativa ai veicoli. EUROMAP propone una "chiara tabella di marcia" grazie alla quale identificare le tendenze della ricerca in corso. Lo studio chiede, inoltre, che mediante gli investimenti pubblici tutte le lingue vengano poste pressappoco sullo stesso livello di parità, poiché attualmente solo l'inglese, il tedesco e il francese godono di una copertura ottimale. "Si tratta di una condizione essenziale per il futuro sviluppo di TSI avanzate, capaci di offrire gli stessi vantaggi a tutti i cittadini europei", conclude lo studio.

Paesi

Austria, Belgio, Germania, Danimarca, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Regno Unito

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