Un gruppo di ricercatori americani, italiani e britannici mette sul mercato nuovi metodi biologici per la depurazione di acque e suoli inquinati
Tre università di Stati Uniti, Italia e Regno Unito hanno recentemente commercializzato i risultati delle loro ricerche sullo sviluppo di metodi biologici per la depurazione di acque e suoli contaminati. Avvalendosi di metodi di fitodepurazione e di controllo microbico, gli scienziati della Cornell University, dell'Università del Surrey e dell'Università di Napoli, hanno sviluppato dei prodotti biologici capaci di rimuovere contaminanti dai reflui e dal suolo inquinato. "Questi prodotti rappresenteranno un'alternativa economica ai metodi di depurazione chimico-fisici comunemente utilizzati. I metodi biologici per il risanamento di acque, suoli o sedimenti contaminati da metalli pesanti, composti di arsenico o tossici come il cianuro o i catrami di carbone, sono stati adottati da altre società su scala molto limitata", ha affermato Gary Harman, agronomo presso la Cornell University, nonché uno dei membri fondatori della nuova società spin-off creata dalle tre università e denominata "Phytobials LLC". Il nuovo metodo si basa sull'utilizzo di un microbo del ceppo Trichoderma harzianum (T22). Poiché è in grado di aumentare la profondità e la densità delle radici delle piante e di promuovere la formazione di radici più sottili, tale microbo sembra essere in grado di favorire l'assorbimento dei minerali e nutrienti necessari per la crescita della pianta. Utilizzati con piante che assorbono i metalli pesanti e le tossine come l'arsenico, il T22 e altri microbi contribuiscono alla detossificazione di acque e suoli contaminati. Inoltre, si pensa che il T22 possa essere utilizzato per decomporre le tossine presenti nei vecchi siti di produzione di gas di carbone o nei casi di fuoriuscite di petrolio. I ricercatori hanno scoperto che i sistemi messi a punto da Phytobials sono in grado altresì di rimuovere i contaminanti a base di fenolo dalle acque, inquinate durante la lavorazione dell'olio d'oliva.
Paesi
Italia, Regno Unito, Stati Uniti