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L'opposizione agli OGM, sostiene Busquin, continua a ripercuotersi sull'attuazione della politica comunitaria

Secondo quanto affermato dal commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin, l'Europa dispone già di una politica chiara e affidabile in materia di organismi geneticamente modificati (OGM), ma l'opposizione degli Stati membri ed altri fattori esterni ne ostacolano ancora ...

Secondo quanto affermato dal commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin, l'Europa dispone già di una politica chiara e affidabile in materia di organismi geneticamente modificati (OGM), ma l'opposizione degli Stati membri ed altri fattori esterni ne ostacolano ancora l'attuazione. Il Commissario ha espresso tali osservazioni il 5 maggio, in occasione di una conferenza organizzata dall'associazione "Amici della Terra" per discutere lo scadenzario relativo alla legislazione comunitaria in materia di OGM. Busquin ha affermato che, negli ultimi 20 anni, la Comunità europea ha compiuto notevoli progressi nel settore delle scienze della vita e delle biotecnologie. Fra i recenti successi figura la strategia adottata dall'UE in tale settore nel 2002, l'inclusione della ricerca sulla sicurezza degli OGM nei programmi quadro di ricerca che si sono succeduti, una nuova direttiva sulla tracciabilità e l'etichettatura degli OGM e la creazione di una rete europea di laboratori che si occupano di organismi geneticamente modificati. Tuttavia, nonostante tali progressi, si registrano ancora ritardi sul fronte dell'attuazione politica. Busquin ha spiegato che le istituzioni europee non intendono imporre una politica europea agli Stati membri: "Dobbiamo ottenere il sostegno e il consenso politico di amministratori e decisori a livello nazionale. Onestamente, ritengo che le precauzioni adottate dai singoli paesi abbiano rallentato il nostro lavoro e siano state motivo di frustrazione per i ricercatori delle università e delle aziende". Una di tali precauzioni è costituita dalla moratoria de facto sui prodotti geneticamente modificati, in vigore dal 1999 in Europa, la quale ha dato origine ad una crescente opposizione dell'opinione pubblica nei confronti degli OGM. Secondo Busquin, la Commissione ha fatto la propria parte ed ora spetta agli Stati membri assumere le necessarie decisioni per ribaltare la situazione. "Una volta eliminata la moratoria, i nuovi prodotti già approvati o attualmente in fase di valutazione potranno essere immessi sul mercato", ha aggiunto fiducioso il Commissario. Le autorità pubbliche dovrebbero assumersi gran parte della responsabilità di definire politiche fattibili, tuttavia la Commissione sostiene che l'industria agroalimentare potrebbe compiere sforzi più concertati per fornire al pubblico indicazioni in materia di prodotti transgenici. Anche i ricercatori e i responsabili delle politiche scientifiche a livello europeo e nazionale, ha affermato il Commissario, possono contribuire ad informare i cittadini e gli operatori interessati, fra cui agricoltori, amministratori nazionali e media, in merito alla ricerca e alla valutazione degli OGM nei prodotti e nelle sostanze alimentari. Tuttavia, ha ammonito Busquin, le discussioni su tale argomento non devono rallentare i progressi nel campo della ricerca. L'ostilità dell'opinione pubblica nei confronti degli OGM ha già frenato l'attività scientifica in questo settore, inducendo numerose organizzazioni di ricerca pubbliche e private ad abbandonare l'Europa per recarsi in luoghi che offrono un contesto più favorevole alla ricerca. "È essenziale che l'Europa mantenga la propria capacità e le proprie competenze scientifiche nel settore della ricerca e sviluppo in materia di OGM", ha sottolineato il Commissario. Alla luce di tale situazione e nel tentativo di rafforzare la base scientifica degli OGM, nell'ambito del sesto programma quadro (6PQ) sono stati stanziati oltre 600 milioni di euro per la ricerca sulla qualità e la sicurezza alimentare e più di due miliardi di euro a favore delle scienze della vita e delle biotecnologie per la salute. Concludendo su una nota di ottimismo, Busquin ha affermato che l'acquisizione di nuove conoscenze nel settore delle scienze della vita e delle biotecnologie dovrebbe contribuire ad invertire l'attuale orientamento dell'opinione pubblica. "[...] la conoscenza non rappresenta un pericolo. Attendiamo fiduciosi che [tale conoscenza] si diffonda e cresca [...] nei prossimi anni".

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