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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Il governo italiano ribadisce l'importanza della ricerca

"Non è vero" che il nostro governo non riconosca l'importanza della ricerca, ha dichiarato Guido Possa, viceministro italiano dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS il 17 luglio. Possa ha risposto a una dichiarazione...

"Non è vero" che il nostro governo non riconosca l'importanza della ricerca, ha dichiarato Guido Possa, viceministro italiano dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS il 17 luglio. Possa ha risposto a una dichiarazione dei rappresentanti eletti dalle istituzioni fiorentine per la ricerca scientifica, secondo la quale "la classe politica italiana resta completamente cieca al mondo della ricerca". Il governo italiano ha già annunciato l'intenzione di promuovere un aumento di spesa per la ricerca durante il proprio turno di presidenza dell'UE, allineandosi con l'obiettivo della Commissione di incrementare gli stanziamenti a favore della ricerca fino al tre per cento del PIL (di cui due terzi dovrebbero essere finanziati dal settore privato) entro il 2010. Anche sul piano nazionale, l'Italia si sta impegnando a promuovere gli investimenti nel settore scientifico. "Non è vero [che non riconosciamo l'importanza della ricerca]", ha dichiarato Possa. "Il governo ha già approvato un incremento di spesa. Nel 2003 abbiamo destinato più risorse rispetto all'anno precedente, e nel 2002 [abbiamo stanziato] di più che nel 2001, quindi la tendenza è positiva. Siamo un governo nuovo dopo cinque anni di governo del Centrosinistra, durante il quale la spesa pubblica non è aumentata. Noi invece abbiamo già incrementato la spesa in due anni. Inoltre ci siamo resi conto che dobbiamo ristrutturare e promuovere la collaborazione tra il settore pubblico e privato". Possa ha inoltre dichiarato che il governo ha la percezione dei problemi nazionali, alcuni dei quali sono peculiari dell'Italia per il fatto che l'ossatura economica del paese è costituita dalle piccole e medie imprese (PMI). Il Viceministro ha aggiunto che le PMI non tendono a sviluppare una strategia di ricerca a medio o lungo termine. Possa ha fatto allusione alle difficoltà che il proprio paese sta incontrando nell'aumentare il numero di ricercatori, che sarebbero necessari per accrescere in modo così significativo gli investimenti nella ricerca. Egli ha dichiarato al Notiziario CORDIS: "Non cerco di nascondere l'estrema difficoltà o l'impossibilità di raggiungere questo obiettivo". La Commissione ha stimato che l'UE deve produrre altri 100.000 ricercatori all'anno, oltre a quelli richiesti per sostituire quelli che si ritireranno dall'attività. "Come potremo creare 100.000 ricercatori in più [all'anno], se al momento attuale ne stiamo producendo solo la metà?", ha chiesto il Viceministro. "Si tratta di un compito quasi impossibile. I ricercatori sono il risultato di un lungo processo di formazione". Ciononostante, Possa ha dichiarato che l'Italia farà del suo meglio per raggiungere questi obiettivi. Il Viceministro ha suggerito che la prima cosa da fare sarebbe probabilmente "individuare dove si trovano le lacune. Per esempio, l'Europa è più progredita degli Stati Uniti nella ricerca automobilistica, ma non nel settore farmaceutico". Per quanto riguarda il raggiungimento dell'obiettivo di spesa del tre per cento, Possa ha dichiarato che, il mese scorso, il governo italiano ha approvato un aumento degli investimenti nella ricerca pubblica. L'obiettivo è raggiungere, entro il 2008, un investimento pari all'uno per cento del PIL partendo dal livello attuale dello 0,6 per cento. Originariamente si era programmato di raggiungere tale obiettivo entro il 2005 ma, come ha ammesso Possa, le attuali condizioni economiche ne impediscono la realizzazione. Più realistico, forse, è quanto Possa ha descritto come obiettivo principale della Presidenza italiana nel campo della ricerca: "Dare impulso alle attività avviate dalle presidenze precedenti e dalla Commissione".

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