Una nuova pubblicazione della Commissione illustra un modello "intelligente" per la politica europea dell'innovazione
La DG Imprese della Commissione europea ha pubblicato un opuscolo intitolato "Entrepreneurial innovation in Europe" ("L'innovazione imprenditoriale in Europa"), che riassume 11 relazioni, pubblicate di recente, sulle politiche dell'innovazione e delinea un modello europeo per una politica dell'innovazione "intelligente". Gli studi su cui si basa l'opera sono stati condotti per esaminare argomenti che interessano o preoccupano attualmente i responsabili politici europei, consentire a questi ultimi di meglio comprendere le esigenze d'innovazione delle aziende, valutare l'impatto delle politiche attuali e sondare le opportunità di nuove soluzioni. L'opuscolo è stato compilato per aiutare i politici a livello regionale, nazionale e comunitario a rafforzare la capacità innovativa dell'Europa con l'introduzione di provvedimenti legislativi mirati ed efficaci e con azioni di supporto. Il primo capitolo esamina due studi sulle politiche e sulle attività di innovazione in 13 paesi candidati e in fase d'adesione, valuta la preparazione delle loro realtà imprenditoriali a competere nel mercato unico europeo ed esamina i risultati dei governi nel pianificare e attuare politiche di innovazione efficaci. Il capitolo si conclude constatando che, data l'esistenza di problemi comuni, l'intervento politico può rivelarsi di straordinaria efficacia, e che i governi devono dedicare maggiore attenzione e più risorse al sostegno all'innovazione. La sezione successiva esamina i vari aspetti che spingono a creare aziende innovative per rilanciare l'occupazione. Tra gli elementi citati figurano la valutazione della correlazione tra innovazione e creazione di posti di lavoro, l'analisi della cooperazione tra università e industria allo scopo di istituire nuove aziende tecnologiche, e una panoramica sulle aziende innovatrici costituite dalle università europee. Il capitolo sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle reti regionali nel sostenere l'attività di spin-off. Il terzo capitolo esamina quattro studi sul finanziamento dell'innovazione, trattando argomenti come le garanzie di Stato e la mutualità dei prestiti, gli investimenti dei "business angel" e la formazione di analisti specializzati nel settore. Questa sezione trae la conclusione che i "business angel" sono di gran lunga più preparati delle banche a valutare i rischi degli investimenti in giovani aziende basate in larga parte su attività immateriali. L'impatto con cui le politiche dei rapporti industriali incidono sull'innovazione, costituisce l'argomento principale del quarto capitolo. Lo studio delinea un modello generico di politiche industriali favorevoli all'innovazione, che comprendono forme dirette e indirette di consultazione dei dipendenti. La sezione finale valuta la tassazione societaria come strumento per incoraggiare le imprese a effettuare investimenti nel campo dell'innovazione. Quest'ultimo capitolo conclude l'opera, affermando che incentivi fiscali ben congegnati e adeguati alle circostanze locali possono incoraggiare le imprese a destinare ulteriori investimenti alla ricerca e allo sviluppo.