Secondo uno studio, la piattaforma europea di donne scienziato deve avere un ruolo primario nel processo politico
La Commissione ha pubblicato uno studio che delinea i possibili scenari e le raccomandazioni per costituire una piattaforma europea di donne scienziato. Nella sua relazione del 2001 intitolata "Piano d'azione su Scienza e società", la Commissione aveva annunciato l'intenzione di istituire una piattaforma europea di donne scienziato, al fine di riunire reti di ricercatrici ed organizzazioni impegnate a promuovere le pari opportunità nella ricerca scientifica. In preparazione a questo, è stato compiuto uno studio su un totale di 49 reti di donne scienziato in tutta Europa, al fine di ottenere alcune informazioni preliminari. Alle reti è stato chiesto di commentare una serie di punti, quali gli obiettivi e le possibili attività di una piattaforma europea, nonché questioni relative all'organizzazione, all'adesione e al finanziamento. In generale, le reti intervistate hanno espresso il loro accordo con gli obiettivi generali della piattaforma: la formulazione delle politiche, il collegamento in rete e il coordinamento, il sostegno alle donne scienziato, l'informazione e la sensibilizzazione. Tuttavia, la grande maggioranza delle reti ritiene che influenzare la politica a livello nazionale, europeo e istituzionale debba rappresentare l'obiettivo principale della piattaforma, seguito dal collegamento in rete e dall'opera di sensibilizzazione. A livello di idee pratiche su come influenzare la politica, si è riscontrato un consenso unanime sull'esigenza che la piattaforma controlli la politica dal punto di vista scientifico e di genere, e che renda le scoperte accessibili al maggior numero possibile di reti, per esempio attraverso una banca dati delle politiche e provvedimenti finalizzati a promuovere la parità tra i sessi. Altri suggerimenti perché l'influenza della piattaforma incida sul processo decisionale, comprendono l'istituzione di punti di coordinamento nazionali per attuare i programmi europei, e iniziative che potrebbero creare legami con altri organi politici. Tra le idee più originali spicca la proposta che la piattaforma organizzi una conferenza due volte all'anno in coincidenza con le manifestazioni della Presidenza europea, allo scopo di produrre dichiarazioni e indicazioni chiare in fatto di politica. A livello di Commissione, si è suggerito di organizzare incontri con funzionari scientifici e valutatori della DG Ricerca, al fine di garantire che il processo di valutazione sia più aperto nei confronti delle donne. Tuttavia, per quanto riguarda la realizzazione di una piattaforma incentrata sul genere, gli intervistati hanno ammonito che la creazione di una piattaforma europea per le donne scienziato non dovrà ampliare ulteriormente il divario fra donne e uomini in ambito scientifico, laddove le donne e gli uomini gestiscono le rispettive organizzazioni. A questo proposito, le reti partecipanti hanno proposto che la piattaforma costituisca soltanto un'organizzazione temporanea finalizzata ad influenzare la politica, a rendere le donne scienziato visibili e a guidarle verso le reti giuste. Inoltre, le rappresentanti delle reti hanno dichiarato che la piattaforma dovrebbe offrire la massima apertura, senza rigide definizioni formali di rete che ridurrebbero l'idoneità per l'inclusione nella piattaforma. In merito al proprio ruolo di formulazione delle politiche e all'obiettivo di raggiungere la partecipazione paritaria delle donne negli organi decisionali, alcune intervistate sull'argomento hanno suggerito che, oltre alle donne, anche gli uomini politici dovrebbero entrare nella piattaforma europea a livello gestionale. Esse hanno suggerito che la piattaforma dovrebbe comprendere non solo le donne impegnate nell'attività scientifica, bensì anche donne provenienti da ambiti di vita diversi, per agevolare la combinazione tra carriera scientifica e vita familiare.