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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Secondo uno studio sulla capacità d'innovazione, i paesi candidati sono ancora in ritardo rispetto ai Quindici

Una relazione stilata per conto della DG Imprese della Commissione è giunta alla conclusione che la capacità innovativa dei paesi candidati è ancora inferiore a quella degli attuali 15 Stati membri. Fattore forse ancor più preoccupante, le tendenze individuate dallo studio in...

Una relazione stilata per conto della DG Imprese della Commissione è giunta alla conclusione che la capacità innovativa dei paesi candidati è ancora inferiore a quella degli attuali 15 Stati membri. Fattore forse ancor più preoccupante, le tendenze individuate dallo studio indicano che invece di colmare il divario rispetto ai 15 dell'UE, la maggior parte dei paesi candidati sta accumulando un ulteriore ritardo in termini di capacità innovativa. La relazione, dal titolo "Innovation policy in seven candidate countries: the challenges" (La politica dell'innovazione in sette paesi candidati: le sfide), analizza la situazione in Romania, Bulgaria, Slovacchia, Lettonia, Lituania, Malta e Turchia. Tale documento si rivolge a responsabili politici, imprese e ricercatori dei paesi dell'UE e candidati, offrendo, per ciascuna nazione, suggerimenti in materia di strategie politiche, al fine di promuoverne i livelli d'innovazione. La parte conclusiva dello studio contiene un raffronto tra i risultati ottenuti dai sette paesi nell'ambito del quadro di valutazione dell'innovazione e quelli relativi agli attuali Stati membri. In media, la prestazione dei paesi candidati è inferiore in tutti e quattro i gruppi di indicatori che formano il quadro di valutazione: risorse umane; creazione di nuove conoscenze; trasferimento e applicazione delle nuove conoscenze; e finanziamento, prodotti e mercati dell'innovazione. Il settore nel quale il confronto ha prodotto il risultato peggiore per i paesi candidati è quello della creazione di nuove conoscenze. Secondo gli autori della relazione, ciò è dovuto ad una "scarsa partecipazione alla generazione di tecnologia all'avanguardia a livello globale", soprattutto per ciò che concerne i brevetti americani e quelli concessi dall'UEB (Ufficio europeo dei brevetti). Nei settori delle risorse umane per l'innovazione e del trasferimento e applicazione delle nuove conoscenze, invece, lo studio ha registrato un divario meno pronunciato. In conclusione, la relazione riconosce gli sforzi compiuti dai paesi candidati nell'ultimo decennio per il passaggio all'economia di mercato, ma sostiene: "La sfida politica per il prossimo decennio sembra altrettanto complessa, se non addirittura più complessa". Per quanto concerne gli approcci di politica generale, la relazione suggerisce, nel caso della Bulgaria, l'introduzione di misure volte ad incrementare il numero e la capacità innovativa delle imprese più piccole, per esempio creando fondi di capitali di rischio e di avviamento connessi a centri di eccellenza scientifica. Alla Turchia, invece, gli autori suggeriscono di realizzare e attuare una campagna nazionale di sensibilizzazione in materia d'innovazione e imprenditorialità innovativa entro l'inizio del 2004, cercando soprattutto di incoraggiare le aziende ad investire nell'innovazione per ottenere un vantaggio competitivo.

Paesi

Bulgaria, Lituania, Lettonia, Malta, Romania, Slovacchia, Turchia

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