Skip to main content
Vai all'homepage della Commissione europea (si apre in una nuova finestra)
italiano italiano
CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE
CORDIS

Article Category

Contenuto archiviato il 2023-01-20

Article available in the following languages:

Valutazione sulle implicazioni etiche della ricerca sulla prevenzione del bioterrorismo

Dopo le proposte presentate dalla Commissione il 3 febbraio per la creazione di un programma di ricerca UE sulla sicurezza, sono in molti a considerare la ricerca scientifica e tecnologica come la risposta decisiva alle minacce sempre più avvertite di attacchi terroristici glo...

Dopo le proposte presentate dalla Commissione il 3 febbraio per la creazione di un programma di ricerca UE sulla sicurezza, sono in molti a considerare la ricerca scientifica e tecnologica come la risposta decisiva alle minacce sempre più avvertite di attacchi terroristici globali. Nel caso del bioterrorismo, si valuta che dalle 75 alle 100 imprese in tutto il mondo siano impegnate nella ricerca per la messa a punto di vaccini e farmaci destinati ad attenuare gli effetti di un attacco biologico. Tali ricerche tuttavia sollevano serie preoccupazioni etiche, sia in termini di applicazione finale dei risultati che di metodi per la validazione dei prodotti. Per risolvere questi problemi, il 3 e 4 febbraio la Commissione ha ospitato a Bruxelles una conferenza sulle implicazioni etiche della ricerca sulle armi biologiche e la prevenzione del bioterrorismo. Per l'occasione si sono riuniti esperti di vari campi di tutto il mondo, e la conferenza, più che fungere da conclusione al dibattito, era destinata a stimolare il dialogo internazionale sulla questione. Secondo il prof. Emilio Mordini, coordinatore di un progetto finanziato dall'UE sulle implicazioni bioetiche della globalizzazione, 'la comprensione scientifica dei sistemi viventi e della loro manipolazione sta crescendo in misura esponenziale, sotto la forte spinta dei progressi nella computerizzazione [e] la diaspora globale delle conoscenze bioscientifiche [...]. Scoperte in questo campo apporteranno grandi benefici al genere umano, ma daranno anche adito allo sviluppo di una nuova miriade di terribili armi biologiche'. 'La distinzione tra la biologia bianca ed il suo lato oscuro sta solo negli intenti e nelle applicazioni. Con rare eccezioni, sarà veramente difficile mantenere sotto sequestro la nuova conoscenza bioscientifica che potrebbe essere applicata alla creazione di armi biologiche senza danneggiare al tempo stesso la ricerca biomedica utile e la biodifesa essenziale', ha aggiunto il prof. Mordini. Per il Dr Charles Penn, del centro inglese di ricerca e microbiologia applicata, la questione va ponderata in termini di rischi e benefici: 'Si deve trovare il giusto mezzo tra libertà negli sforzi di ricerca e cooperazione, che per noi sono vitali per realizzare vantaggi per la salute pubblica, e i controlli destinati ad evitare l'uso distorto di materiali e conoscenze'. Anche quando questo tipo di ricerca è inequivocabilmente mirato ad assicurare benefici o sicurezza alla società, restano pur sempre dei nodi etici da sciogliere. L'uso di cavie umane nei test clinici è regolamentato da accordi internazionali, che stabiliscono che i partecipanti debbano dare un consenso informato e che la ricerca debba essere approvata da un processo d'esame etico indipendente che calcoli i rischi e i benefici della sperimentazione. Tuttavia, in un settore sensibile come la biodifesa, elementi o anche porzioni significative della ricerca potrebbero essere considerate riservate da parte dello stato o dell'agenzia interessati. Alla luce di questo dato di fatto, la conferenza si è chiesta se la ricerca sulla biodifesa debba essere soggetta agli stessi standard etici della normale sperimentazione clinica e come questi standard vadano interpretati, considerata la necessità della segretezza e la difficoltà di svolgere un'analisi rischio-beneficio in un campo cosi pieno di incertezze qual è il bioterrorismo. Anche nel caso di ricerche top secret nella biodifesa, i partecipanti si sono espressi all'unanimità a favore dell'applicazione degli stessi standard etici che disciplinano la sperimentazione su cavie umane in medicina. È stato inoltre ricordato che, secondo la convenzione del Consiglio d'Europa sui diritti umani e la biomedicina, anche se un paese deve far fronte ad una guerra o ad un conflitto, difendere i suoi interessi economici o affrontare minacce alla sicurezza nazionale, non sono previste eccezioni a questi standard. Il prof. Reidar Lie dell'università di Bergen, in Norvegia, ha fatto notare che l'esigenza di ottenere il consenso informato del paziente non comporta una rivelazione totale. Devono essere fornite solo quelle informazioni che potrebbero modificare la decisione di una persona di partecipare o meno alla sperimentazione, cautela che nella maggior parte dei casi annulla la necessità di divulgare informazioni classificate. La questione della segretezza si fa più problematica quando si passa all'esame dei test clinici da parte di un comitato etico indipendente, ha affermato il prof. Lie. 'Con le debite precauzioni di sicurezza, il presidente del comitato potrebbe decidere se la ricerca possa essere esaminata senza che sia necessario analizzare l'informazione classificata. Se è possibile, bene; ma se non lo è, o si abbandona la sperimentazione o si trova un'altra soluzione'. L'altra soluzione potrebbe essere quella di creare uno speciale comitato etico di esperti, con le debite cautele di sicurezza, ha detto il prof. Lie, ma si è chiesto in che modo, in tal caso, si potrebbe garantire l'indipendenza dell'esame. La difficoltà di trovare risposte definitive a questo e ad altri interrogativi sollevati durante la conferenza è apparsa chiaramente ai partecipanti, ma la maggior parte ha convenuto della necessità di mantenere vivo un dialogo internazionale sulla questione allo scopo di compiere un qualche progresso, ed ha affermato che discussioni come questa possono contribuire a rispondere alle sfide poste da questa forma prettamente scientifica dell'arte della guerra moderna.

Il mio fascicolo 0 0