Quattro paesi dell'UE nelle prime dieci posizioni della relazione sulla competitività
Un rapporto sulla competitività di IMD, una scuola di amministrazione aziendale svizzera, ha piazzato Danimarca, Finlandia, Lussemburgo e Irlanda nelle prime dieci posizioni di un elenco dei paesi più competitivi e ha stabilito che la tedesca Baviera e la Slovacchia sono due delle prime dieci regioni più attive. Dal 1989, ogni anno, viene compilato l'IMD World Competitiveness Yearbook che valuta la competitività di 60 economie applicando 323 criteri di valutazione. Tali criteri sono divisi in quattro categorie: - una valutazione macro-economica dell'economia interna; - la misura in cui le politiche di governo promuovono la competitività; - la misura in cui le imprese agiscono in modo innovativo, redditizio e responsabile; - la misura in cui le risorse di base, tecnologiche, scientifiche e umane corrispondono alle esigenze di mercato. L'ultima categoria è quella che influisce di più sulle classificazioni finali e costituisce una "cornice" per 94 criteri utilizzati per valutare la competitività. Questi comprendono la valutazione delle infrastrutture tecnologiche e scientifiche nonché dell'istruzione. Gli Stati Uniti sono in testa alla classifica della competitività di quest'anno, il secondo posto spetta a Singapore, mentre il terzo è occupato dal Canada. L'Islanda è il primo paese europeo della lista, in quinta posizione, mentre stati membri dell'UE (Danimarca, Finlandia, Lussemburgo e Irlanda) occupano le ultime quattro posizioni della "top ten". I paesi e le regioni asiatiche sono risultati i più attivi, la Baviera, in Germania, si è piazzata terza, dopo la regione cinese dello Zhejiang e l'India, mentre la Slovacchia è quinta. "Emerge un nuovo gruppo di competitori locali, soprattutto dall'Asia e recentemente dalla Russia e dall'Europa centrale", ha affermato il Prof. Stéphane Garelli di IMD. "Queste nazioni stanno rapidamente assorbendo gli standard mondiali in materia di gestione e tecnologia diffusi da attività offshore". La relazione evidenzia inoltre che le aziende statunitensi, per ogni dollaro investito internamente, ne investono quattro all'estero. L'Asia attrae il 60 per cento degli investimenti destinati alle aziende in sviluppo, mentre la Cina è diventata la destinataria principale degli investimenti diretti. Queste tendenze, insieme agli aumentati costi di produzione negli Stati Uniti e nell'Europa occidentale, rafforzano la competitività in Asia e sempre di più nei paesi dell'Europa centrale e orientale.
Paesi
Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Slovacchia