Gli ungheresi preparano una nuova legge per stimolare l'innovazione
Il governo ungherese ha annunciato un piano per favorire la commercializzazione della ricerca finanziata con fondi pubblici e incoraggiare gl'investimenti privati nel settore biotecnologico. Attualmente, l'Ungheria vieta alle università e agl'istituti di ricerca di ricevere fondi non governativi. La legge su ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica eliminerà queste barriere legali e permetterà ai gruppi di ricerca di attirare i finanziamenti privati. La spesa per la R&S (Ricerca e sviluppo) è per adesso scesa dal 2% circa del PIL nel 1989 allo 0,9% nel 2001, ben al di sotto della media comunitaria del 2%. La tendenza ha spinto numerosi laboratori in tutta l'Ungheria a cessare le attività. La legge su ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica - esaminata nel Parlamento dagl'inizi di dicembre - incoraggerà, se approvata, una maggiore collaborazione tra università e settore privato. Il settore accademico potrà creare delle start-up e i dottorandi verranno incoraggiati a condurre ricerche per conto di aziende private. I ricercatori otterranno inoltre la proprietà delle invenzioni elaborate nel quadro di progetti finanziati con fondi pubblici. Si spera che la legge, che dovrebbe essere approvata a gennaio, fornisca un chiaro quadro di riferimento per la commercializzazione e incoraggi i fondi stranieri di capitale di rischio a investire nelle aziende biotecnologiche ungheresi. Il governo ha inoltre ottenuto nuovi fondi per la R&S grazie alla legge per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione tecnologica, che fornirà fondi per la ricerca applicata a istituti di ricerca, aziende e università. Una quota di 40 miliardi di forints (163 milioni di euro), andrà ogni anno al settore biotecnologico, uno dei cinque settori considerati prioritari dal governo.
Paesi
Ungheria