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L'UE vuole che i lavoratori europei spicchino il volo

Per cercare di raggiungere l'obiettivo di diventare entro il 2010 l'economia più competitiva al mondo, l'UE ha annunciato un piano per incoraggiare i lavoratori a creare un'attività indipendente. Dopo la pubblicazione del sondaggio Eurobarometro che sottolinea la mancanza d'...

Per cercare di raggiungere l'obiettivo di diventare entro il 2010 l'economia più competitiva al mondo, l'UE ha annunciato un piano per incoraggiare i lavoratori a creare un'attività indipendente. Dopo la pubblicazione del sondaggio Eurobarometro che sottolinea la mancanza d'imprenditorialità in Europa, il 2 febbraio verrà proposto un pacchetto di misure per dare una spinta alla competitività europea. 'Gl'imprenditori sono il DNA economico di cui abbiamo bisogno per costruire competitività e innovazione in Europa', ha dichiarato Günter Verheugen, commissario per Imprese e industria. 'L'imprenditorialità può essere eccitante e gratificante, ma comporta anche rischi e duro lavoro. La sfida per gli Stati membri e la Commissione consiste nel fare in modo che l'imprenditorialità venga incoraggiata da un contesto favorevole a chi sceglie di correre dei rischi. L'impulso all'imprenditorialità sarà dunque uno degli elementi centrali delle nostre prossime iniziative per aumentare la competitività dell'economia europea', ha aggiunto. Le nuove misure vogliono promuovere l'imprenditorialità tra i più giovani eliminando il marchio infamante del fallimento e semplificando il rispetto delle norme fiscali. Anche le politiche fiscali che mettono in pericolo le iniziative e la burocrazia soffocante verranno attentamente esaminate. In un confronto con l'altro lato dell'oceano, il sondaggio Eurobarometro 'Becoming your own boss in the EU - Why are there so few Bill Gates and Richard Bransons in the EU?' ha scoperto che solo il 45% dei cittadini dell'UE vuole essere lavoratore autonomo, rispetto al 61% negli USA. Secondo lo studio, gli europei apprezzano un guadagno regolare e la sicurezza del lavoro e sono spaventati dal rischio di un fallimento. Questa paura tocca il 50% degli europei su tutto il continente ed è andata crescendo più sensibilmente in Danimarca, Germania e Regno Unito. Il 69% dei partecipanti ha anche citato il timore che l'eccessiva burocrazia soffochi l'imprenditore. Negli USA invece i lavoratori sono molto più desiderosi di passare all'attività imprenditoriale e solo un terzo si preoccupa per un eventuale fallimento. Le cifre variano però sensibilmente nei differenti paesi dell'UE e i nuovi Stati membri sono più inclini a tentare la strada dell'imprenditorialità. Negli USA 'l'attitudine nei confronti del rischio è completamente differente', ha detto Heinz Zourek, vice direttore generale della direzione generale Imprese e Industria. Nell'UE, 'se fate un tentativo e non avete successo, non vi resta una seconda possibilità, vi resta un marchio infamante', ha aggiunto Zourek. 'La gente è quindi molto riluttante e prudente; se non può essere sicura al 200% preferisce non correre il rischio di una punizione molto dura alla quale non vuole esporre se stessa e la propria famiglia'. Raccogliere capitale di rischio è inoltre più difficile in Europa che negli USA. 'La Commissione sta cercando d'incoraggiare misure di finanziamento via azioni e credito della BEI (Banca europea d'investimento)', ha precisato Zourek.