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La Commissione dà il via alla 'corsa per la crescita e l'occupazione' in Europa

Il 2 febbraio la Commissione europea ha fatto conoscere la versione aggiornata della strategia di Lisbona, che pone nettamente l'accento su crescita e occupazione, oltre che su collaborazione e proprietà condivisa. Al centro dell'agenda modificata si trova un nuovo programma...

Il 2 febbraio la Commissione europea ha fatto conoscere la versione aggiornata della strategia di Lisbona, che pone nettamente l'accento su crescita e occupazione, oltre che su collaborazione e proprietà condivisa. Al centro dell'agenda modificata si trova un nuovo programma d'azione per la crescita e l'occupazione, che elenca una serie di ben definite azioni per dare impulso alla produttività e creare più numerosi e gratificanti posti di lavoro. La Commissione ha inoltre creato un meccanismo di distribuzione semplificato e un sistema di governance per la strategia di Lisbona. Nel lanciare a Bruxelles la nuova strategia, il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha dichiarato: 'Gli obiettivi di Lisbona erano complessivamente buoni, ma la loro applicazione era scadente. Gli ultimi cinque anni ci hanno insegnato che dovevamo rilavorare l'agenda se volevamo ottenere qualche risultato, e io penso che adesso abbiamo gli strumenti adatti per raggiungere gli obiettivi previsti'. Tra le azioni prioritarie individuate dal programma di azione della Commissione: - allargare e approfondire il mercato unico, specialmente nel settore dei servizi; - migliorare la normativa e ridurre gli ostacoli burocratici; - accelerare gli sforzi per arrivare all'obiettivo del 3% di spesa nella ricerca; - orientare il quadro degli aiuti di stato nell'UE verso R&S (Ricerca e sviluppo) e innovazione; - dirigere i fondi di coesione e strutturali dell'UE verso innovazione, formazione e infrastrutture; - creare un 'Istituto europeo di tecnologia' per attrarre i cervelli più brillanti. Per essere sicuri che si stia avanzando verso questi obiettivi, la Commissione propone di attribuire le responsabilità, fissare le scadenze e monitorare attentamente i progressi. Le proposte sottolineano l'importanza, per il successo della strategia, che gli Stati membri definiscano chiaramente le attribuzioni e agiscano con decisione. 'È qui che in passato l'agenda di Lisbona ha fallito. Non possiamo permetterci di farci scappare anche questa seconda opportunità', ha aggiunto Barroso. I governi dei singoli Stati membri avranno la responsabilità di adottare, dopo consultazione con il parlamento, un programma nazionale di azione per la crescita e l'occupazione, e dovranno nominare a livello governativo un 'Signor o Signora Lisbona' che coordini la strategia e agisca come interfaccia del programma di Lisbona. 'Tuttavia', ha spiegato Barroso, 'il successo dipende dalla capacità di andare oltre le capitali. Non è solo agli Stati membri [...] che dobbiamo spiegare cosa è Lisbona e perché è tanto importante. [...] Insieme, dobbiamo mobilitare la società civile, le autorità regionali e locali, gl'industriali e tutti coloro cui interessa il successo di Lisbona'. La Commissione, cui incomberà la responsabilità di avviare la politica e garantirne l'implementazione, agirà a livello nazionale da facilitatore con attività di benchmarking, di sostegno finanziario, di promozione del dialogo sociale e di definizione di buone prassi. Anche per il Consiglio e il Parlamento europeo verranno indicati ruoli ben precisi. Barroso ha difeso il ricentramento della strategia di Lisbona su obiettivi economici generali, affermando che non verranno danneggiate le politiche e gl'impegni esistenti nel settore ambientale della coesione sociale. 'Lasciate che lo dica. È come se avessi tre figli: economia, agenda sociale e ambiente. Come tutti i padri di oggi, se uno dei miei ragazzi è malato sono pronto a lasciar perdere tutto e occuparmi solo di lui fino a quando non è di nuovo in piedi. È un agire normale e responsabile'. La Commissione ha assicurato che se tutte le componenti della nuova strategia verranno applicate con successo, entro il 2010 i risultati porteranno il PIL dell'UE ad almeno il 3%, creando almeno 6 milioni di nuovi posti di lavoro. Ha però anche avvisato che queste ambizioni hanno un costo, e che possono essere realisticamente conseguite solo se gli Stati membri sono preparati a concedere all'UE un bilancio che rifletta i suoi impegni. 'Mi rendo conto che ci stiamo ponendo una sfida che fa paura', ha detto Barroso. 'Ma se guardiamo al mercato unico nel 1992, all'euro nel 1999, o anche all'allargamento e alla costituzione negli ultimi dodici mesi, sappiamo che insieme possiamo raggiungere i risultati che i cittadini europei ci domandano'. 'Sono ragionevolmente sicuro che la corsa per la crescita e l'occupazione sarà il prossimo grande progetto europeo [e] ritengo che la strategia lanciata oggi tracci la rotta per arrivarci', ha concluso.

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