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Contenuto archiviato il 2023-03-01

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I Verdi chiedono che il 7PQ finanzi la medicina alternativa

Il gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea al Parlamento europeo chiede maggiore attenzione in Europa per l'omeopatia e sollecita la Commissione a finanziare la ricerca nella medicina alternativa nell'ambito del prossimo programma quadro. Il 10 aprile, giornata internaziona...

Il gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea al Parlamento europeo chiede maggiore attenzione in Europa per l'omeopatia e sollecita la Commissione a finanziare la ricerca nella medicina alternativa nell'ambito del prossimo programma quadro. Il 10 aprile, giornata internazionale dell'omeopatia, che segna il 250° anniversario della nascita del medico tedesco Samuel Hahnemann, fondatore dell'omeopatia, il gruppo Verdi/ALE ha rilasciato una dichiarazione in cui si critica la scarsa considerazione che l'Europa ufficiale riserva all'omeopatia e si rivendica un'azione politica per porre fine alla "discriminazione contro la medicina alternativa in Europa". " Lo sviluppo dell’omeopatia in Europa, America e Asia è un esempio di "success story". Nonostante ciò, mentre l’interesse dei pazienti continua ad aumentare, le autorità competenti restano indietro, noncuranti delle potenzialità dell’omeopatia o espressamente contrarie ad essa," dichiara Monica Frassoni, co-presidente del gruppo Verdi/ALE. "Abbiamo bisogno di un’azione politica che metta fine a questa discriminazione, specialmente dal momento che i pazienti richiedono una libertà di scelta terapeutica". A parere del gruppo, l’omeopatia ha dimostrato la sua sicurezza ed efficacia per oltre due secoli e contribuisce in modo significativo alla salvaguardia della salute pubblica. Ciò nonostante, l'on. Frassoni sostiene che, mentre le direttive europee affermano che l’omeopatia veterinaria occupa un posto di primo piano nell’agricoltura biologica, le legislazioni europee e nazionali riducono la disponibilità e l’accesso a tali medicine innalzando eccessivamente gli standard di sicurezza. "Tale comportamento non rispetta affatto il nuovo approccio del "viver più sano" inserito tra le priorità dell’Unione europea in termini di salute," prosegue la dichiarazione. "I difensori della "scuola di medicina" affermano che l’efficacia dell’omeopatia non è mai stata provata da studi scientifici. Tuttavia, alla ricerca della medicina alternativa e complementare non è allocato quasi nessun fondo pubblico. A tale situazione si dovrebbe porre rimedio con il prossimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo," ha concluso l'on. Frassoni.

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