Progetto del 5PQ evidenzia mancanza di fiducia verso i politici da parte dei giovani europei
Il progetto EUYOUPART ha condotto uno studio su vasta scala in merito al livello di politicizzazione dei giovani europei, e ha rilevato che l'atteggiamento che prevale nei confronti della politica è il disinteresse. Finanziato a titolo del Quinto programma quadro (5PQ), il progetto era teso a sviluppare un nuovo strumento di misura per valutare la partecipazione alla politica dei giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni, nonché ad aumentare la qualità della ricerca comparativa in Europa. Ai fini dello studio, i partner hanno intervistato 8.030 giovani di otto paesi dell'Unione. Malgrado la mancanza di interesse, la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di ritenere le elezioni la forma più efficace di partecipazione politica, e una discreta percentuale ha affermato di aver esercitato il proprio diritto di voto. La disaffezione è verosimilmente alimentata dalla mancanza di fiducia nei politici, cui hanno fatto riferimento molti degli intervistati. In tutti gli otto paesi che hanno partecipato allo studio, i giovani hanno dichiarato di nutrire più fiducia nelle organizzazioni non governative (ONG) quali Greenpeace e Amnesty International che nelle istituzioni politiche. è emerso che le istituzioni comunitarie godono di una maggiore fiducia rispetto agli organi nazionali. I parlamenti nazionali sono stati dichiarati più meritevoli di fiducia rispetto a politici e partiti nazionali. Un aspetto forse sorprendente è il fatto che la maggioranza degli interpellati ha sostenuto di identificarsi con un partito politico particolare, soprattutto gli italiani (71 per cento) e i finlandesi (68 per cento). Nonostante la sfiducia, i giovani di tutti i paesi hanno dimostrato di avere una visione idealistica della politica. Circa il 68 per cento la considera un modo per risolvere i problemi internazionali, mentre il 67 per cento la vede come un metodo di risoluzione delle questioni sociali. Su un tono meno idealistico, il 46 per cento associa la politica a "promesse non mantenute", mentre il 35 per cento ritiene che sia legata alla corruzione. In base al sondaggio, i giovani più ottimisti sarebbero gli estoni. Oltre l'80 per cento degli intervistati si attende condizioni di vita migliori rispetto alla generazione dei propri genitori. Anche in Finlandia, Regno Unito e Slovacchia vive una gioventù nel complesso ottimista. I giovani francesi e italiani sono ottimisti per quanto riguarda il lavoro e le prospettive di reddito, ma temono una contrazione della previdenza sociale, mentre i giovani tedeschi e austriaci sono meno ottimisti e si attendono condizioni di vita peggiori dei loro genitori. Il gruppo EUYOUPART ha anche analizzato le influenze sul comportamento partecipativo, ed è giunto alla conclusione che vi sono tre fattori che possono motivare il coinvolgimento politico: la scuola e l'istruzione, i mezzi di comunicazione, la presenza della politica nell'ambiente personale. Coloro che a scuola utilizzano strutture finalizzate alla partecipazione politica tendono ad essere politicamente attivi anche al di fuori, mentre coloro che hanno genitori e amici che operano nel mondo della politica si formano più facilmente delle opinioni politiche e hanno una maggiore probabilità di essere coinvolti personalmente in politica. è stata tuttavia riscontrata una differenza tra l'impatto degli atteggiamenti di genitori e amici. Gli orientamenti politici vengono più facilmente plasmati dalla socializzazione intergenerazionale, mentre sul comportamento politico influisce con maggiore frequenza la socializzazione generazionale. Tra l'11,3 per cento (Regno Unito) e il 38,4 per cento (Italia) ha dichiarato di seguire la politica attraverso i mezzi di comunicazione su base quotidiana. La maggior parte degli intervistati utilizza la televisione, benché la radio svolga un ruolo tuttora importante in Germania e Austria, mentre la fonte di informazioni più diffusa tra i giovani in Finlandia ed Estonia è Internet. Non sorprende che coloro che attingono informazioni dai mezzi di comunicazione a ricezione più attiva, quali i quotidiani e Internet, tendano a essere politicamente più attivi rispetto alle controparti che si informano tramite la televisione.