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Il Consiglio nazionale delle ricerche italiano adotta la Carta europea dei ricercatori

Il Consiglio nazionale delle ricerche italiano ha adottato la "Carta europea dei ricercatori" ed il "Codice di condotta per la loro assunzione". L'11 ottobre il Consiglio di amministrazione dell'ente, la principale organizzazione di ricerca italiana, ha deciso di trasporre i p...

Il Consiglio nazionale delle ricerche italiano ha adottato la "Carta europea dei ricercatori" ed il "Codice di condotta per la loro assunzione". L'11 ottobre il Consiglio di amministrazione dell'ente, la principale organizzazione di ricerca italiana, ha deciso di trasporre i principi ed i requisiti generali contenuti nella raccomandazione della Commissione europea 2005/251 in un quadro normativo del CNR. "Il Consiglio Nazionale delle Ricerche fa propria la raccomandazione della Commissione Europea, confermando sia la volontà di valorizzazione e sviluppo delle carriere dei ricercatori, risorse primarie dell’Ente, sia i principi da essa ispirati: libertà di ricerca ed etica nello svolgimento dell’attività, dei risultati e della loro diffusione", si legge in un comunicato diffuso dall'Ente. La raccomandazione definisce le regole che, in un contesto europeo, dovranno caratterizzare i rapporti fra i ricercatori e i datori di lavoro e/o i finanziatori, nel segno della trasparenza, della valorizzazione delle competenze e dell'impegno a creare sistemi di sviluppo di carriera sostenibili in tutte le fasi della vita lavorativa, al fine di rendere più attrattiva la professione di ricercatore. La Carta europea dei ricercatori ed il Codice di condotta per la loro assunzione sono stati pubblicati dalla Commissione nel marzo 2005. Entrambi i documenti sono stati elaborati per migliorare le condizioni di lavoro e di carriera dei ricercatori in Europa e per contribuire in tal modo all'obiettivo di incrementare il numero di ricercatori qualificati attivi nell'UE. La Carta ed il Codice garantiranno ai singoli ricercatori gli stessi diritti e doveri in qualsiasi paese dell'UE nel quale svolgeranno la loro professione. Il principio fondamentale delle suddette azioni è che un ambiente di lavoro adeguato per i ricercatori possa stimolare un'atmosfera migliore e più creativa e, di conseguenza, migliorare le loro prestazioni. La Commissione europea ha, fin dalla pubblicazione dei documenti, invitato gli Stati membri a procedere alla loro attuazione, sottolineando come l'immediato successo delle due iniziative dipendesse dalla tempestività degli Stati membri e degli enti di ricerca nazionali nel metterle in opera. Secondo il CNR, la decisione presa dal Consiglio di amministrazione rappresenta un passo significativo nella realizzazione della riforma del CNR nel quadro della riforma del sistema italiano di ricerca. Disposizioni specifiche riguardanti i diritti e i doveri dei ricercatori sono state inserite nelle nuove norme e nei nuovi accordi legislativi, coerentemente con la Carta europea e con il codice. In particolare, ciò indica che nel "nuovo" CNR i ricercatori saranno parte attiva nei processi di pianificazione delle attività dell'Ente. Saranno loro riconosciute nuove forme di responsabilità scientifica, atte a favorire la costruzione di percorsi professionalizzanti. La valorizzazione e lo sviluppo delle carriere e delle opportunità dei ricercatori costituisce, peraltro, uno dei punti nodali della strategia del CNR, che punta a creare "valore nel paese", attraverso la ricerca scientifica; già in occasione dell'approvazione del Piano Triennale 2005-2007 dell'Ente di Ricerca era stata ribadita l'importanza della crescita del capitale intellettuale. Il comunicato pubblico diffuso dall'Ente conclude sottolineando che "[c]on l'adesione alla raccomandazione europea, il CNR riafferma la volontà di tradurre in azioni concrete sia le scelte a favore della valorizzazione dei ricercatori, sia quelle a favore del rispetto dei principi, ai quali i ricercatori dovrebbero ispirarsi: primi fra tutti, la libertà di ricerca, l'etica nello svolgimento dell'attività, l'etica nel conseguimento di risultati, l'etica nella diffusione e valorizzazione degli stessi".

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