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Il Commissario Potocnik mette in guardia contro gli effetti negativi del dibattito sulle prospettive finanziarie

Il Commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha fatto presente che gli attuali negoziati sulle prospettive finanziarie dell'UE potrebbero avere ripercussioni negative sul progetto europeo nel suo complesso. Intervenendo a un incontro organizzato a Bruxel...

Il Commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik ha fatto presente che gli attuali negoziati sulle prospettive finanziarie dell'UE potrebbero avere ripercussioni negative sul progetto europeo nel suo complesso. Intervenendo a un incontro organizzato a Bruxelles dalla Fraunhofer Gesellschaft il 7 dicembre scorso, ha dichiarato che i leader europei dovrebbero chiedersi perché mai esista un bilancio comunitario. "Se si trattasse solo di un importante meccanismo di ridistribuzione grazie al quale i paesi tentano di massimizzare a proprio vantaggio i flussi di denaro dal bilancio UE, allora ci ritroveremmo sempre con livelli di investimento inadatti e priorità inadeguate", ha affermato. In una serata all'insegna delle analogie fra la ricerca e il calcio - il tema della serata "Restare sul pallone" è stato un omaggio alla Germania che nel 2006 ospiterà i Mondiali di calcio - il Commissario Potocnik ha detto che la palla è in campo e la Commissione spinge in attacco. "Ricerca e innovazione hanno assunto un ruolo centrale in tutta Europa". Tuttavia, il tasso di crescita della spesa per la ricerca in Europa è stagnante, ha sottolineato il commissario e ha fatto riferimento ai dati di Eurostat resi noti il 9 dicembre, che indicano che l'intensità di R&S espressa in rapporto al PIL nell'UE dei 25 è passata dall'1,93 del 2003 all'1,9 del 2004. Janez Potocnik si è soffermato sui programmi nazionali di riforma (NRP), presentati di recente dagli Stati membri alla Commissione quale elemento del rilancio dell'agenda di Lisbona, definendoli un segnale incoraggiante. "Dimostrano che le politiche e le riforme volte a promuovere ricerca e innovazione sono considerate prioritarie dalla maggior parte dei paesi, molti dei quali hanno in programma di aumentare in misura significativa gli investimenti nella R&S entro il 2010", ha reso noto. Tuttavia, solo 14 dei 25 paesi hanno fissato obiettivi nazionali, e il Commissario ha incoraggiato gli altri paesi a fare altrettanto. Il ministro per la Scienza, la ricerca e le arti del Land Baden-Württemberg, Peter Frankenberg, ha affermato che calcio e politica sono giochi di squadra, che richiedono squadre forti e organizzate. "Esattamente come la ricerca. Il commissario Potocnik è il capitano della squadra europea - sono momenti difficili, ma ci anima uno spirito di squadra", ha dichiarato. "Resta da vedere l'ammontare dei fondi che saranno destinati al Settimo programma quadro, e la destinazione di tali risorse. Se la comunità scientifica e i ministeri della ricerca avessero carta bianca il bilancio sarebbe raddoppiato, ha proseguito il professor Frankenberg, richiamando l'attenzione sulla recente relazione annuale della Commissione sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) secondo la quale il 2004 è stato un anno positivo per la ricerca europea. "Da un lato dimostra la necessità di sostenere i programmi europei, e, dall'altro, l'esistenza di una domanda di fondi comunitari". Il professor Frankenberg ha concluso affermando che quando si tratta di ricerca internazionale, le organizzazioni per la ricerca, al pari delle squadre di calcio, per poter essere annoverati fra i primi devono far parte di una più ampia rete internazionale: "Nella ricerca è un dato di fatto che per esser in testa alla classifica occorre riunire gruppi di ricerca internazionali". Il commissario Potocnik ha dichiarato che molto resta da fare a livello comunitario e di Stati membri, ma che si sente comunque incoraggiato dal fatto che l'UE può contare su associazioni come la Fraunhofer Gesellschaft. "Fa piacere sapere di appartenere alla stessa squadra e di avere gli stessi obiettivi", è stata la sua conclusione.

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