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Italia chiamata a rispondere del suo programma di sicurezza nucleare

La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee in quanto non ritiene che il paese abbia applicato efficacemente le severe norme Euratom riguardanti la protezione della popolazione in caso di emergenza radiologica. A giudizio della ...

La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee in quanto non ritiene che il paese abbia applicato efficacemente le severe norme Euratom riguardanti la protezione della popolazione in caso di emergenza radiologica. A giudizio della Commissione, la legislazione italiana non fornisce ai cittadini sufficienti informazioni preliminari concernenti i piani di emergenza. La Commissione afferma in un comunicato che "specie per quanto riguarda la preparazione alle emergenze radioattive, l�informazione preliminare dei cittadini è di capitale importanza per ridurre al minimo le conseguenze sanitarie in caso d�incidente radiologico". La legislazione Euratom è stata definita nel 1989 (direttiva 89/618/Euratom - norme per la protezione della popolazione dalle radiazioni ionizzanti) e nel 1996 (direttiva 96/29/Euratom - provvedimenti di protezione della popolazione in caso di emergenza radioattiva). La Commissione europea ha rilevato il problema dopo che l'Italia ha adottato la propria legislazione sulla preparazione alle emergenze radiologiche. La Commissione ha riscontrato la "non conformità della legislazione italiana con le norme Euratom riguardanti la predisposizione di piani di emergenza e l�informazione preliminare da fornire obbligatoriamente alla popolazione in caso di emergenza radiologica". Nel comunicato si legge che "la Repubblica italiana non ha adottato tutte le misure necessarie per conformarsi ai requisiti della legislazione europea in materia di preparazione alle emergenze radiologiche". Il trattato Euratom, ratificato nel trattato di Roma del 1958, è uno dei capisaldi dell'Unione europea. "L�esistenza di una normativa nazionale completa e trasparente è un presupposto essenziale se si vuole garantire un livello elevato di protezione della popolazione dagli effetti delle radiazioni ionizzanti", conclude il comunicato della Commissione.

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