Incontro dell'ESA sul futuro dell'esplorazione spaziale europea
Le parti interessate europee del settore spaziale e l'Agenzia spaziale europea (ESA) hanno tenuto una riunione a Edimburgo (Regno Unito) per discutere i possibili scenari delle missioni sulla Luna, su Marte e su altri oggetti che orbitano in prossimità della Terra, quali comete ed asteroidi. Il dibattito si è svolto proprio mentre l'ESA è impegnata nell'elaborazione della propria strategia di esplorazione spaziale europea a lungo termine, che sarà presentata al Consiglio a livello ministeriale dell'ESA nel secondo semestre del 2008. «Siamo all'inizio di un processo che porterà alla definizione e alla convalida del percorso che l'ESA seguirà nei prossimi decenni nell'ambito della propria strategia di esplorazione spaziale», ha dichiarato Piero Messina, direttore del programma di volo spaziale umano, microgravità ed esplorazione dell'ESA. Più di 170 fra scienziati, politici e rappresentanti dell'industria aerospaziale hanno preso parte alla manifestazione di Edimburgo, durata due giorni, nella cui agenda figurava anche la collaborazione dell'Europa con altre nazioni alla ricerca di una strategia globale di esplorazione dello spazio. La National Aeronautics and Space Administration (NASA) ha già annunciato il suo obiettivo di costruire sulla Luna una base a energia solare a partire dal 2020. La base sarebbe usata come punto di partenza di missioni con equipaggio verso Marte. Per quanto riguarda l'ESA, il principale obiettivo è l'organizzazione di una missione cosiddetta Mars Sample Return, nell'ambito della quale verrebbero prelevati campioni da Marte per poi analizzarli sulla Terra. Per raggiungere questo obiettivo entro la metà del 2020, diverse missioni saranno realizzate per collaudare la tecnologia necessaria. Secondo il professor John Zarnecki della Open University britannica, gli obiettivi scientifici delle missioni europee dovrebbero consentire di rispondere a interrogativi quali: da dove provengono gli elementi di base della vita sulla Terra? Si sono evoluti sul nostro pianeta o provenivano da un corpo esterno, ad esempio un meteorite? «Gli asteroidi sono possibili candidati per giustificare l'inizio dell'evoluzione della vita organica sulla Terra», ha dichiarato Zarnecki. «Abbiamo bisogno di andare su un asteroide, raccogliere materiale e portarlo sulla Terra». Ha aggiunto inoltre che lo studio della composizione della Luna potrebbe contribuire anche a comprendere l'iniziale evoluzione del sistema solare.