Ricercatori collegano la morte delle cellule cerebrali a una proteina
Alcuni ricercatori finlandesi hanno individuato un nuovo percorso molecolare, coinvolto nella morte delle cellule cerebrali, che costituisce perciò un fattore importante in affezioni neurologiche quali l'Alzheimer, l'epilessia e l'ictus. Il lavoro, pubblicato on line dalla rivista «Nature Neuroscience», è stato condotto nel quadro del progetto STRESSPROTECT finanziato dall�UE, che studia i meccanismi attraverso i quali la sovrastimolazione delle cellule cerebrali porta alla loro morte, un processo conosciuto con il nome di eccitotossicità. L�eccitotossicità può colpire molte zone del cervello e può essere provocata da diversi eventi, tra cui l'ischemia, le lesioni cerebrali e altre condizioni neurodegenerative. I ricercatori sanno che la distruzione delle cellule attraverso la sovrastimolazione dipende dall�ingresso di grandi quantità di calcio nelle cellule. Tuttavia, non sono ancora note le modalità con cui il calcio avvia il meccanismo di autodistruzione delle cellule. In quest�ultimo studio gli scienziati hanno esaminato il ruolo svolto dalla proteina Rho in tale processo. La proteina Rho appartiene ad una famiglia che è in grado di influire sui segnali relativi alla degenerazione cellulare e che è anche nota per partecipare alla formazione dei tumori e alla distruzione dei neuroni nelle malattie. I ricercatori hanno osservato che la sovrastimolazione delle cellule cerebrali provoca l�attivazione della proteina Rho insieme a livelli di distruzione delle cellule. Per contro, bloccando l�attività della proteina Rho, quest'ultima resta in uno stato di inattività e i neuroni possono sopravvivere a livelli di sovrastimolazione che risultano tossici quando la proteina Rho è attivata. «Questi risultati sorprendenti aggiungono un intero percorso alla mappa dei processi di segnalazione neurodegenerativa» ha dichiarato il dott. Micheal Courtney dell�Università di Kuopio (Finlandia), uno degli autori della pubblicazione. «Questo ambito di studio potrebbe quindi offrire nuove strategie terapeutiche per le malattie neurodegenerative», ha osservato.
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Finlandia