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Progetto UE propone la fitoterapia per gli animali da cortile

Grazie ad una ricerca condotta da REPLACE, un progetto finanziato dall'UE, nell'alimentazione di maiali, pollame e pesci in Europa potrebbero essere presto introdotte alternative naturali agli antibiotici aggiunti ai mangimi per favorire l'incremento ponderale. Gli antibioti...

Grazie ad una ricerca condotta da REPLACE, un progetto finanziato dall'UE, nell'alimentazione di maiali, pollame e pesci in Europa potrebbero essere presto introdotte alternative naturali agli antibiotici aggiunti ai mangimi per favorire l'incremento ponderale. Gli antibiotici sono stati ampiamente utilizzati per decenni nella produzione animale di tutto il mondo. Aggiunti a basse dosi ai mangimi degli animali da allevamento, essi possono migliorare le performance di crescita del bestiame favorendo migliori condizioni e una maggiore vitalità, riducendo il tasso di mortalità e la necessità di trattamenti terapeutici, e contribuendo a mantenere competitivi i costi di produzione. Tuttavia, a causa della comparsa di microbi resistenti agli antibiotici impiegati nella cura di infezioni nell'uomo e negli animali, la Commissione europea ha deciso di eliminare gradualmente la commercializzazione e l'uso nei mangimi degli antibiotici per favorire la crescita. Il divieto totale del loro utilizzo è entrato in vigore nel 2006 in tutta l'UE. Gli antibiotici oggi possono essere aggiunti ai mangimi degli animali esclusivamente per scopi veterinari. Sebbene gli antibiotici non siano mai stati usati in Europa nella stessa misura degli USA, il loro divieto ha avuto un impatto di varia intensità sulla produzione del bestiame, ha affermato John Wallace dell'Istituto di ricerca Rowett (Regno Unito), coordinatore del progetto REPLACE. Le conseguenze maggiori si sono verificate su suini e pollame, mentre «per bovini e ovini l'impatto non è stato così forte in quanto gli antibiotici venivano usati solo in misura minore», ha spiegato al Notiziario CORDIS. Ciò nonostante, il dott. Wallace ritiene che il ritiro di questi antibiotici abbia creato uno svantaggio in termini di competitività per alcuni produttori di bestiame in Europa, poiché in altri paesi come gli USA non sono state imposte restrizioni sul loro utilizzo. Quale alternativa adottare? Grazie al sostegno finanziario del programma «Qualità e sicurezza dei prodotti alimentari» nell'ambito del Sesto programma quadro (6PQ), REPLACE sta esaminando l'impiego di piante quali erbe, estratti vegetali, compresi gli oli essenziali, e altri materiali come alternativa sicura agli additivi antimicrobici per mangimi. Tutti i campioni provengono da piante o estratti vegetali originari dell'Europa o che possono essere coltivati in questo continente. I materiali selezionati per questo progetto provengono da circa 500 campioni vegetali che sono stati raccolti durante il progetto Rumen-up del 5PQ, per diminuire le emissioni azotate e di metano dei ruminanti e per alleviare lo stress nutrizionale. «Il metano non nuoce solo all'ambiente, ma danneggia anche gli animali che perdono un'importante fonte di energia», ha spiegato il dott. Wallace. Nel 6PQ i campioni sono stati testati per l'allevamento di maiali, pollame e pesci cercando di stabilire la loro capacità di controllo delle infezioni causate da E. coli e da altri parassiti, e la loro immunità a tali organismi, come pure il loro impatto sulla sicurezza ed efficacia alimentare. Il consorzio del progetto ha individuato tre candidati promettenti per i quali sta facendo richiesta di brevetto. Un candidato, utilizzato nella fitoterapia tradizionale, è stato particolarmente efficace nel controllo della diarrea dei maialini e per migliorare l'efficacia alimentare nel pollame. Il secondo candidato deriva da una pianta antielmintica che aiuta a controllare i parassiti nell'intestino dei ruminanti, mentre un'ultima possibile alternativa è rappresentata da un olio essenziale utilizzabile nell'acquacoltura. Il dott. Wallace ritiene che i tre candidati siano commerciabili. «In primo luogo, però, dovremo dimostrare la loro efficacia e sicurezza», ha osservato. «Il consorzio attualmente sta elaborando prove sul campo di questi materiali candidati e sta studiando il modo migliore di investire i fondi rimanenti per dimostrarne l'efficacia». L'inizio delle prove è previsto nei prossimi mesi.