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Uno studio suggerisce che la fornitura di energia sarebbe più sicura tramite la SuperSmart Grid

Un nuovo studio suggerisce che l'Europa potrebbe ottenere una fornitura di energia più sicura e la mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso l'energia rinnovabile. Lo studio spiega inoltre come una "SuperSmart Grid" potrebbe sostenere la trasmissione a lunga distanza e ...

Un nuovo studio suggerisce che l'Europa potrebbe ottenere una fornitura di energia più sicura e la mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso l'energia rinnovabile. Lo studio spiega inoltre come una "SuperSmart Grid" potrebbe sostenere la trasmissione a lunga distanza e la produzione di energia decentralizzata. In definitiva, una rete del genere permetterebbe un sistema completo di energia rinnovabile entro il 2050. Lo studio fa parte del CIRCE, un progetto finanziato con 10 Mio EUR nell'ambito del Sesto programma quadro (6°PQ) dell'UE. Il CIRCE, che terminerà nel 2011, si occupa dello sviluppo di una valutazione dei cambiamenti climatici nell'area del Mediterraneo. Una delle sfide dell'energia rinnovabile è che la fornitura è intermittente, il che potrebbe essere problematico per il sistema di rete. Inoltre, il sistema di rete esistente in Europa deve essere riorganizzato perché non riesce a far fronte alla crescente richiesta di energia. I ricercatori che lavorano nel CIRCE propongono lo sviluppo di una rete estesa in modo che l'elettricità generata tramite fonti rinnovabili possa essere trasmessa per lunghe distanze. Questa sarebbe la "Super Grid", dicono. Inoltre, la decentralizzazione della produzione di energia rinnovabile da istallazioni piccole e distribuite sarebbe una possibilità per superare i problemi che esistono attualmente. E questa sarebbe la "Smart Grid". Quindi, consolidando queste due opzioni, si creerebbe una SuperSmart Grid (SSG). La SSG avrebbe la capacità di trasmettere elettricità in una vasta area e di collegare istallazioni di generazione distribuite e più piccole. Secondo i partner del CIRCE, una SSG efficiente sarebbe anche in grado di compensare eventuali fluttuazioni in un'ampia area. Per permettere all'Europa di raggiungere i suoi obiettivi di tagliare le emissioni di gas serra del 60 - 80% (fino al livello pre-industriale entro il 2050), è necessario un sistema di elettricità rinnovabile al 100%, hanno detto i ricercatori. Hanno fatto presente che dovrebbe essere conforme alla politica di ridurre l'aumento della temperatura globale media a meno di 2°C. L'energia rinnovabile importata dall'esterno dell'UE potrebbe contribuire a garantire l'obiettivo dell'Europa del 20% dell'energia totale proveniente da fonti rinnovabili entro i prossimi 12 anni. Tenendo a mente questo, le istallazioni come gli impianti per l'energia solare termica nei deserti del Nord Africa potrebbero fornire energia rinnovabile all'Europa. Gli esperti dicono che le condizioni in queste zone sono più efficienti in termini di costi per produrre energia solare. I ricercatori hanno anche sottolineato come le tecnologie di corrente diretta ad alto voltaggio (HVDC) permettono di trasmettere l'energia su grandi distanze con perdite minime, mentre le linee di corrente alternata (CA) necessitano un maggiore isolamento e sono più pericolose. L'integrazione del mercato dell'energia in Europa renderebbe il sistema più affidabile e i consumatori avrebbero la possibilità di comprare l'elettricità a prezzi più bassi. Secondo i ricercatori, l'elettricità rinnovabile importata dal Nord Africa potrebbe aumentare la sicurezza dell'energia perché le importazioni totali di energia sarebbero più varie. Hanno aggiunto che il commercio di energia sul mercato globale garantisce una fornitura di energia importata più stabile. Altri vantaggi della SSG sono le ampie economie di scala e i bassi costi operativi che assicurerebbe. Gli investimenti iniziali per le istallazioni per l'energia rinnovabile sarebbero però alti. Per esempio, gli impianti per l'energia solare termica nel Nord Africa costerebbero tre volte gli impianti tradizionali alimentati con carburante fossile in Europa, dicono i ricercatori.

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