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Decisioni: in due è meglio!

Due teste sono meglio di una quando si tratta di risolvere problemi o prendere decisioni? Sì. Questa la risposta elaborata nell'ambito di uno studio che ha visto la partecipazione di ricercatori danesi e britannici: prendere decisioni in due, sembra, può essere meglio. La cond...

Due teste sono meglio di una quando si tratta di risolvere problemi o prendere decisioni? Sì. Questa la risposta elaborata nell'ambito di uno studio che ha visto la partecipazione di ricercatori danesi e britannici: prendere decisioni in due, sembra, può essere meglio. La condizione è però che i partner abbiano competenze analoghe e possano giungere a un accordo dopo aver discusso approfonditamente del problema. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, rappresenta l'esito del progetto MINDBRIDGE ("Measuring consciousness - bridging the mind-brain gap") finanziato con 2,14 milioni di euro nell'ambito dell'attività dedicata a "Scienze e tecnologie nuove ed emergenti" (NEST) del Sesto programma quadro (6°PQ) al fine di sviluppare strategie e metodi per colmare il divario tra esperienza soggettiva e osservazione oggettiva dei fenomeni neurologici. Chris Frith, professore emerito di neuropsicologia del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell'University College London (UCL) e titolare della cattedra Niels Bohr nell'abito del progetto "Interacting Minds" dell'Aarhus University (Danimarca), ha studiato, insieme ai suoi colleghi, se due persone sono in grado di combinare informazioni sensoriali. I risultati dello studio dimostrano che gli esseri umani, per prendere una decisione, sono in grado di unire informazioni provenienti da fonti sensoriali diverse: le decisioni che ne risultano sono molto più fondate delle decisioni prese sulla base di un'unica fonte. "Quando siamo impegnati a cercare di risolvere un problema, di solito, 'mettiamo insieme più teste' e prendiamo in considerazione le opinioni altrui", ha spiegato il dott. Bahador Bahrami dell'UCL, primo autore dello studio. "Per il nostro studio volevamo vedere se due persone sono in grado di combinare le informazioni elaborate dall'interlocutore quando si trovano di fronte a una decisione difficile e in che misura questo è in grado di migliorarne la prestazione". In un primo esperimento i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti, che lavoravano a coppie, di rilevare un segnale molto debole emesso per mezzo dello schermo di un computer. Se i volontari non si trovavano d'accordo sul momento in cui veniva emesso il segnale, si consultavano fino a raggiungere una decisione congiunta. Sulla base dei risultati dell'esperimento, è possibile affermare che le decisioni congiunte sono migliori delle decisioni assunte da un'unica persona, seppur con competenze maggiori. In breve: due teste sono meglio di una! Il team ha poi condotto altri due esperimenti che hanno rilevato che il risultato dipende dalla capacità del partner di interloquire. Limitarsi a dire a qualcuno che ha ragione, affermano gli scienziati, non è sufficiente. Il quarto, nonché ultimo esperimento, ha restituito però risultati diversi: i partecipanti, anche in questo caso a coppie, erano tenuti a fare la stessa attività ma uno dei due volontari era ignaro di essere stato reso "incompetente". L'immagine mostrata, infatti, era accompagnata da un rumore che rendeva il segnale difficile da rilevare. In questo particolare caso, due teste non sono meglio di una. I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti avrebbero ottenuto risultati migliori se non avessero prestato attenzione a quanto affermato dal partner "incompetente". "Quando due persone collaborano e hanno modo di discutere dei punti su cui non sono d'accordo, due teste possono essere meglio di una sola", ha spiegato il Professor Frith. "Tuttavia, se una persona si trova a lavorare con informazioni non corrette, o magari quando è meno abile in quella data attività, l'effetto sul risultato può essere molto negativo. Per essere in grado di collaborare con successo è necessario essere consci delle proprie competenze. Le decisioni congiunte non funzionano quando un membro del team è ignaro del fatto che le sue competenze non sono sufficienti. "Tutti conosciamo molto bene le catastrofiche conseguenze, anche in campi molto diversi, delle 'prove' la cui attendibilità non è dimostrata. Pensiamo all'esistenza delle armi di distruzione di massa e alla possibilità degli investimenti privi di rischi".

Paesi

Danimarca