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Contenuto archiviato il 2023-03-09

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Cala il consumo di vino in Francia

Se vi chiedono cosa associate alla Francia, probabilmente risponderete la moda, i formaggi e naturalmente... il vino. Ma un nuovo studio mostra che l'amore delle donne e degli uomini francesi per il vino si sta affievolendo, in quanto un numero crescente di cittadini transalpi...

Se vi chiedono cosa associate alla Francia, probabilmente risponderete la moda, i formaggi e naturalmente... il vino. Ma un nuovo studio mostra che l'amore delle donne e degli uomini francesi per il vino si sta affievolendo, in quanto un numero crescente di cittadini transalpini non si identifica più con la bevanda resa popolare dal dio greco Dioniso. I risultati, presentati nella rivista International Journal of Entrepreneurship and Small Business, alludono a un declino della trasmissione dell'eredità del vino francese alle generazioni future. In un periodo di 28 anni il consumo di vino in Francia si è ridotto all'equivalente di circa 4 miliardi di bottiglie da 75 centilitri, dai precedenti 7 miliardi. Ciò equivale a non molto di più di una bottiglia di vino per adulto alla settimana. Altri studi prospettano che soltanto appena oltre il 16% della popolazione adulta francese consuma regolarmente vino; questo dato è in linea con la tendenza al ribasso osservata nel recente studio. I ricercatori del Groupe école supérieure de commerce de Pau (ESC Pau) e dell'Université Toulouse 1 (UT1) Capitole, in Francia, sostengono che ci sia stato un cambiamento del consumo di vino "alimentare" durante i pasti, visto che le persone scelgono di bere per piacere invece di stappare una bottiglia ad ogni pasto. Benché il numero dei bevitori di vino sia calato in generale, gli esperti hanno invece osservato un aumento del numero di coloro che bevono occasionalmente. I risultati suggeriscono che dietro al calo del consumo di vino ci siano problemi di salute, in particolare nelle ultime due generazioni, dicono i coautori Pascal Poutet dal Dipartimento di sviluppo personale dell'ESC Pau e Thierry Lorey dell'ESC Pau e UT1 Capitole. Il duo ha valutato 4 gruppi di persone: gli ultra 65enni che hanno vissuto la seconda guerra mondiale (generazione degli eredi); quelli tra i 40 e i 65 anni che hanno vissuto un periodo di crescita e di sviluppo globale (generazione del baby boom); quelli tra i 30 e i 40 anni ("Generazione X"); e quelli sotto i 30 anni ("Generazione Internet"). Secondo i ricercatori, ogni generazione rappresenta una escalation generale negli atteggiamenti libertari e irriverenti verso le istituzioni. Mentre tutte le generazioni sono d'accordo sui valori della convivialità, della condivisione e del piacere trasmessi dal vino, esse differiscono nella loro abitudine di bere vino. Le persone al di sopra dei 65 anni consumano vino ogni giorno, riconoscendone la forte connotazione sociale e culturale. Essi traggono piacere dal condividere l'esperienza del vino con amici e familiari. I figli del baby boom e della Generazione X consumano vino ogni tanto, ad un livello più sociale con gli amici e non con la famiglia. Per questi due gruppi il consumo di vino è legato allo stato sociale. Per il gruppo al di sotto dei 30 anni il consumo di vino non è legato al piacere o all'eredità sociale, bevono vino meno frequentemente rispetto agli altri tre gruppi. Dicono i ricercatori: "Esiste un duplice divario tra le tre generazioni di persone anziane, di mezza età e più giovani; da un lato, il divario di frequenza di consumo (da un consumo di vino giornaliero a quello occazionale e infine eccezionale), dall'altro, il divario del piacere (evoluzione da un vero piacere verso un piacere più appariscente, più difficile da percepire per la generazione più giovane)." Il gruppo più anziano riconosce il simbolismo del vino attraverso gli aspetti culturali, storici e religiosi della Francia. Il gruppo di mezza età riconosce i fattori culturali e gastronomici, ma meno quelli storici. Il gruppo più giovane dà scarso peso a tutti i fattori. Va notato che quest'ultimo gruppo mantiene un grande orgoglio del vino, comunque. "L'analisi generazionale delle rappresentazioni del vino in Francia sembra essere appropriata per spiegare i profondi cambiamenti che il vino ha subito negli ultimi 60 anni," sottolineano i due ricercatori. "È proprio la progressiva perdita di identità, di rappresentazioni sacre e immaginarie del vino (nazione, regione, minore importanza della trasmissione della cultura del vino da parte del padre all'interno della famiglia, ecc.) nelle tre generazioni che spiega l'atteggiamento del consumo complessivo della Francia, e soprattutto il brusco calo della quantità di vino consumato."Per maggiori informazioni, visitare: Groupe école supérieure de commerce de Pau (ESC Pau): http://www.esc-pau.fr/ Università Toulouse 1 Capitole: http://www.univ-tlse1.fr/jsp/fiche_accueil.jsp?CODE_RUBRIQUE=internet&LANGUE=0 International Journal of Entrepreneurship and Small Business: http://www.inderscience.com/browse/index.php?journalID=74&year=2009&vol=8&issue=2

Paesi

Francia

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