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Contenuto archiviato il 2023-03-16

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L'industria della moda è sicuramente colorata, ma è anche verde? Un progetto dell'UE l'aiuta a diventarlo

Quando comincia una nuova stagione, le passerelle e i blog modaioli vengono invasi da nuovi tessuti in una varietà quasi sconfinata di colori: una vera e propria festa per gli appassionati di moda. Al di là di tutta questa delizia per gli occhi, però, la realtà è che produrr...

Quando comincia una nuova stagione, le passerelle e i blog modaioli vengono invasi da nuovi tessuti in una varietà quasi sconfinata di colori: una vera e propria festa per gli appassionati di moda. Al di là di tutta questa delizia per gli occhi, però, la realtà è che produrre questi tessuti multicolori comporta un considerevole costo per l'ambiente poiché le acque di scarico dell'industria tessile contengono tinture altamente inquinanti. Una nuova tecnologia per ripulire l'acqua sviluppata nell'ambito di un progetto finanziato dall'UE potrebbe aiutare l'industria della moda a ripulire il suo operato. Sviluppato nell'ambito del progetto INNOWATECH ("Innovative and integrated technologies for the treatment of industrial wastewater"), che ha ricevuto 2.750.000 euro in finanziamenti tramite l'area tematica "Sviluppo sostenibile, cambiamenti globali ed ecosistemi" del Sesto programma quadro (6° PQ) dell'UE, il nuovo SBBGR (Sequencing Batch Biofilter Granular Reactor) aiuta a rimuovere i componenti più inquinanti delle tinture per tessuti, i cosiddetti composti organici refrattari, scomponendoli con un trattamento all'ozono prima di applicare un'innovativa tecnica di bio-filtraggio delle acque di scarico. INNOVATECH, che si è svolto dal 2006 al 2010, ha riunito ricercatori di 17 istituti partner di Australia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito Spagna, Svezia e Svizzera. I vantaggi del SBBGR sono che integra un trattamento biologico con un trattamento di ossidazione chimica, a base di ozono, e nel frattempo separa fisicamente queste due fasi. Spiega Claudio Di Iaconi, dell'Istituto di ricerca sulle acque (IRSA) del Consiglio nazionale delle ricerche: "L'innovazione consiste nel riunire la degradazione biologica e l'ossidazione chimica, due processi usati con obiettivi e tempistiche completamente diversi nei sistemi tradizionali." Diversamente dai sistemi biologici, questo nuovo filtro di trattamento biologico si basa su microorganismi che crescono in aggregati ed è separato dal bacino che contiene l'ozono e le acque di scarico. Le acque di scarico sono versate sui microorganismi, che trattano gli inquinanti e ogni aggregato contiene fino a 10 volte più microorganismi rispetto alle tecnologie tradizionali. Di Iaconi sottolinea che questo nuovo sistema produce l'80% in meno di residui rispetto ai sistemi biologici tradizionali. I residui si riducono perché i microorganismi sopravvivono appena in queste condizioni e non sono in grado di riprodursi. La professoressa Joan Mata dell'Università di Barcellona in Spagna commenta: "Questo processo biologico ha come concorrenti, tra gli altri, i bioreattori a membrana, i quali producono anch'essi meno residui rispetto ai sistemi standard a fanghi attivi. Ci sono però anche aspetti negativi in questa nuova tecnologia che devono essere ulteriormente analizzati: prima di tutto è piuttosto costosa e in secondo luogo consuma un sacco di energia elettrica. Uno dei suoi principali vantaggi, quando la si confronta con le tecnologie disponibili di trattamento delle acque di scarico, è la possibilità di ampliarla. "Per essere veramente convincente bisogna mostrare qualcosa che sta già funzionando su scala reale perché man mano che il sistema diventa più grande tendono a emergere problemi più grandi," dice Adrián Garrido del Dipartimento di terra e acqua della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO) di Camberra, in Australia. "Questi possono andare dall'incapacità del sistema di assorbire i picchi all'alto consumo di energia ai problemi legati alla manutenzione, specialmente visto che il sistema ha bisogno di molta ventilazione e pompaggio il che aumenta le probabilità che qualcosa si guasti."Per maggiori informazioni, visitare: Istituto di ricerca sulle acque (IRSA) del Consiglio nazionale delle ricerche: http://www.cnr.it/sitocnr/home.html(si apre in una nuova finestra)

Paesi

Australia, Svizzera, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Regno Unito

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