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Ad Atene, brainstorming per lo Human Brain Project

Il settimo vertice organizzato dallo Human Brain Project ha avuto inizio ad Atene il 3 febbraio 2020, con l’obiettivo di offrire una settimana di strabilianti informazioni relative alle ricerche effettuate sull’organo più complesso del corpo. CORDIS era presente.

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Che ne siamo consapevoli o meno, consciamente o inconsciamente, il cervello svolge costantemente un ruolo attivo nel controllare tutte le funzioni corporee, da quelle di base, come la respirazione, alle più sofisticate funzioni motorie immaginabili nel corso delle attività atletiche. Qualcosa come 86 miliardi di cellule cerebrali, i neuroni, ciascuna dotata di più o meno 7 000 connessioni con altri neuroni (le sinapsi), mantengono la vita e la nostra esistenza così come la conosciamo. Accogliendo i delegati ai lavori del vertice nella «culla della democrazia» e promettendo il massimo del successo, Yannis Ioannidis, docente di informatica e telecomunicazioni presso l’Università di Atene e direttore generale dell’Athena Research Center, ha inaugurato un evento ricco di ricerche all’avanguardia sul cervello. Nel primo giorno, iniziato con una panoramica coordinata dallo Human Brain Project (HBP) e da EBRAINS su come affrontare le malattie degenerative e l’epilessia, sono state trattate tematiche concernenti le iniziative che riguardano il cervello a livello mondiale, lo sviluppo del linguaggio e le differenze tra i cervelli dei musicisti e quelli dei comuni mortali, che ascoltano musica per semplice diletto.

Human Brain Project

L’HBP è uno dei più vasti progetti al mondo dedicato alla scienza del cervello e, quale progetto di punta sulle tecnologie future ed emergenti (FET, Future & Emerging Technologies), è uno dei maggiori progetti mai finanziati dall’UE. Katrin Amunts, docente presso l’Istituto per la ricerca sul cervello Cecile and Oscar Vogt dell’Università Heinrich Heine di Düsseldorf, ha fornito uno stimolante resoconto dei risultati ottenuti dal progetto, ora giunto quasi al termine del suo secondo accordo di sovvenzione specifico (SGA, Specific Grant Agreement). L’HBP abbraccia complessivamente 131 istituzioni provenienti da 19 paesi; inoltre, vanta 40 progetti di partenariato e sta sviluppando EBRAINS, la prima infrastruttura integrata al mondo basata sulle TIC per la ricerca e lo sviluppo sul cervello. Per il terzo SGA è prevista una trasformazione dalla struttura a sottoprogetti a quella di pacchetti di lavoro, così da consentire legami più stretti tra neuroscienza tecnologia. L’HBP ha inoltre studiato lo sfuggente concetto di coscienza negli esseri umani, negli animali, nelle macchine intelligenti e negli organoidi, colture tissutali tridimensionali auto-organizzate in miniatura ottenute a partire da cellule staminali. Vera e propria finestra su malattie e sviluppo del cervello, gli organoidi cerebrali potrebbero rivoluzionare lo studio di alcune parti di quest’organo o della sua struttura generale. Con l’esplorazione della coscienza mediante organoidi, però, si presentano anche problematiche e questioni etiche riguardanti il modo in cui la coscienza viene valutata.

Megadati, ingenti responsabilità, enormi ricompense

L’iniziativa HBP è alimentata dai megadati e dalla scienza aperta. I megadati, perché per risolvere l’enigma della coscienza, per esempio, serve letteralmente una quantità enorme di informazioni. Natalia Manola, amministratrice delegata di OpenAIRE presso l’Athena Research and Innovation Center dell’Università di Atene, ha spiegato il ruolo della scienza aperta. Gli scienziati della scuola di pensiero della scienza aperta, sottolinea Manola, di fronte a un’emergenza sanitaria pubblica globale si stanno scatenando contro il coronavirus e stanno rivelando la genetica di questo virus a una velocità sbalorditiva. La sessione pomeridiana si è conclusa mettendo in risalto la tematica «megadati e neuroscienze computazionali». Facendo il pieno di enormi quantità di dati, la modellizzazione computazionale ha spiegato, ad esempio, la funzione dei dendriti, ovvero le ramificazioni di una cellula nervosa che comunicano con altri neuroni. In definitiva, l’impiego dei megadati può servire a capire come ciascuno di noi è un individuo a sé stante. L’HBP promette di far luce sull’esatta modalità per cui il singolo cervello rappresenti un connubio di geni, influenze biologiche non genetiche, esperienza individuale e influenza culturale. Il risultato dei primi impulsi di ricerca è a dir poco impressionante. Tutti i ricercatori in neurobiologia stanno attendendo la prossima fase con grande impazienza.

Paesi

Grecia

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