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Comprendere i fattori psicologici, socio-economici e finanziari che influenzano l’efficienza energetica

Sebbene le prestazioni dell’Europa in termini di efficienza energetica siano migliori rispetto a quelle di altri paesi industrializzati, essa non si sta dimostrando pienamente all’altezza della sua promessa di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 % entro il 2030. Un’iniziativa dell’UE ha analizzato il comportamento dei consumatori per quanto concerne l’utilizzo di energia elettrica al fine di migliorare lo sviluppo delle future politiche in materia di efficienza energetica.

Energia

Il risparmio energetico ottenuto mediante l’efficienza energetica è di fondamentale importanza, in quanto contribuisce ad apportare una serie di vantaggi, tra cui la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GES), uno dei pilastri dell’accordo di Parigi. Elaborare politiche per l’efficienza energetica contribuirà, in definitiva, a conseguire gli obiettivi comunitari di risparmio energetico da raggiungere. «Tuttavia, l’efficienza energetica non dipende esclusivamente dalla disponibilità di tecnologie economiche o interventi politici, ma è condizionata in gran parte anche dalle scelte comportamentali degli utenti», afferma Cristina Cattaneo, coordinatrice del progetto PENNY, finanziato dall’UE. PENNY ha studiato i fattori psicologici, sociali, economici e finanziari che influiscono sull’efficienza energetica nel settore residenziale. Esso si è occupato di due decisioni distinte nell’ambito dell’efficienza energetica: l’utilizzo dell’energia e l’adozione di prodotti efficienti sul piano energetico.

Il ruolo svolto dal comportamento individuale nell’efficienza energetica

In collaborazione con imprese e rivenditori attivi nel settore dell’energia provenienti da diversi Stati membri dell’UE, il team di PENNY ha svolto esperimenti sul campo avvalendosi di una metodologia innovativa. L’obiettivo di tali prove era verificare l’efficacia degli interventi comportamentali volti a influenzare sia il consumo energetico, sia le decisioni di investimento. Il primo di questi aspetti si riferisce al comportamento legato alla riduzione dell’utilizzo di energia, una condotta che rappresenta un’abitudine e uno sforzo reiterato volto a diminuire il consumo energetico quotidianamente. Il secondo aspetto concerne invece il comportamento relativo agli investimenti che avvengono una sola volta nel corso del tempo, come l’acquisto di nuovi prodotti efficienti in termini di utilizzo dell’energia, ad esempio lampadine LED a risparmio energetico o frigoriferi A+++. Una delle principali scoperte ha riguardato il fatto che le barriere allo scambio di informazioni sono un importante ostacolo al conseguimento dell’efficienza energetica. «Tuttavia, per colmare la lacuna di conoscenze del grande pubblico, non ci si può affidare a qualsiasi tipo di intervento informativo, dato che solo alcuni sono efficaci», spiega Cattaneo. «I responsabili delle politiche devono essere consapevoli che il formato nel quale viene presentata l’informazione è un forte moderatore dell’efficacia delle politiche in materia di informazione». I partner del progetto hanno inoltre raffrontato l’accettabilità di diversi tipi di politiche, giungendo alla conclusione che quelle incentrate sugli investimenti per l’efficienza energetica sono più accettate dai consumatori rispetto alle politiche volte a ridurre il consumo di energia.

Politiche future per massimizzare i comportamenti efficienti sotto il profilo energetico

Infine, i ricercatori hanno sottolineato il fatto che le motivazioni finanziarie non sono gli unici fattori a determinare il comportamento relativo all’efficienza energetica. Esistono infatti svariate barriere legate al comportamento individuale (pregiudizi sullo status quo, razionalità limitata, preferenze dipendenti da riferimenti esterni e marcate preferenze ambientali) che non possono essere affrontate avvalendosi solamente di strumenti economici e normativi. «La complessità e la varietà delle barriere che riguardano il comportamento individuale richiedono nuove delucidazioni da parte dell’economia comportamentale», aggiunge Cattaneo. «Questo risultato finale richiede ulteriori sforzi per studiare il comportamento dei consumatori al fine di progettare interventi politici efficaci nell’ambito dell’efficienza energetica». «PENNY ha migliorato la comprensione delle decisioni dei consumatori in merito sia al consumo di energia, sia all’adozione di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico», conclude Cattaneo. «Questo progetto contribuirà a sostenere lo sviluppo di strategie, politiche e programmi per l’efficienza energetica in tutta Europa».

Parole chiave

PENNY, energia, efficienza energetica, comportamento dei consumatori, politiche di efficienza energetica

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