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Quando non si parla o non si gesticola nella stessa lingua

Scusa, cosa hai detto? SignON descrive come un’applicazione possa colmare il divario di comunicazione tra gli utenti della lingua parlata e quelli non udenti che utilizzano la lingua dei segni.

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Sin dal suo avvio nel 2021, il progetto SignON, finanziato dall’UE, ha lavorato allo sviluppo di un’applicazione per dispositivi mobili che traduce automaticamente le lingue dei segni con quelle orali. L’obiettivo è quello di facilitare lo scambio di informazioni tra persone non udenti, audiolese e udenti in tutta Europa utilizzando varie lingue dei segni, quali l’irlandese, il britannica, l’olandese, il fiamminga e lo spagnola, e quattro lingue parlate, ovvero l’inglese, l’irlandese, l’olandese e lo spagnolo. L’obiettivo di SignON è facilitare la comunicazione negli ambienti dell’ospitalità. Ciò è illustrato in un video presentato in lingua dei segni internazionale, disponibile sul sito web di SignON: «Una persona non udente che utilizza la lingua dei segni irlandese si reca in Spagna per lavoro. Deve registrarsi in albergo, ma ha fretta di andare a una conferenza. L’impiegato dell’hotel in servizio parla solo spagnolo. L’ospite sordo non conosce lo spagnolo e non ha tempo di tradurre più volte scrivendo in inglese.» In che modo l’applicazione attualmente in fase di sviluppo contribuirà a risolvere il problema? Il video prosegue la spiegazione: «Il sordo segnante può comunicare nella lingua dei segni irlandese e l’applicazione produce testo in spagnolo. L’impiegato dell’hotel può parlare in spagnolo e l’applicazione fornisce una traduzione in lingua dei segni irlandese attraverso un avatar della lingua dei segni.» Le tecnologie di IA utilizzate dall’applicazione comprendono il riconoscimento della lingua dei segni e del parlato, nonché la traduzione e la sintesi automatica di personaggi virtuali in 3D. La sfida principale in questo ambito è rappresentata dall’enorme quantità di dati di alta qualità necessari per generare traduzioni ben accettate tra le diverse lingue, mentre un’altra riguarda il tipo di dati sulla lingua dei segni utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. Ad esempio, i dati sono stati ottenuti da interpreti non madrelingua che hanno imparato la lingua dei segni come lingua straniera, come nel caso dei notiziari trasmessi da interpreti udenti? «Questi ultimi spesso mostrano pregiudizi nell’uso della lingua dei segni, il che determina la possibilità che le persone sorde utenti dell’applicazione debbano adattare la propria lingua dei segni (nativa) a quella degli utenti non nativi per essere compresi dall’applicazione stessa.» Purtroppo, i dati sulla lingua dei segni di qualità accettabile sono molto scarsi e dispersi.»

La chiave è la co-creazione

SignON affronta questi problemi grazie al suo forte impegno nei confronti del principio di co-creazione. Nel corso del progetto, i ricercatori hanno collaborato con varie comunità europee di sordi e ipoudenti per definire i casi d’uso e per co-progettare e co-sviluppare il servizio e l’applicazione SignON. Il 22 settembre 2023, un giorno prima della celebrazione annuale della Giornata internazionale delle lingue dei segni, SignON ospiterà un workshop intitolato «Navigare nel futuro della traduzione automatica della lingua dei segni: spunti e sfide del progetto SignON». Il workshop comprenderà presentazioni sui risultati e sulle sfide di SignON mentre il progetto si avvicina alla sua conclusione. Il team di ricerca presenterà anche un nuovo white paper che delinea le raccomandazioni politiche. Il workshop si terrà a Bruges, in Belgio. SignON (SignON - Sign Language Translation Mobile Application and Open Communications Framework) terminerà nel dicembre del 2023. Per maggiori informazioni, consultare: sito web del progetto SignON

Parole chiave

SignON, lingua, lingua dei segni, non udente, audioleso, udente, lingua parlata, comunicazione