Nuovi risultati di degradazione batterica nel legno
Nuove scoperte rivelano che la degradazione batterica è una rilevante minaccia per il patrimonio culturale in legno ubicato in acqua o sulla terra ferma. Dai risultati di questa ricerca si deduce che, se ben conservato, il legno può durare per secoli e conservare la sua resistenza. In presenza invece di attività fungina, la degradazione del legno da parte dei batteri sarà più aggressiva, aspetto che è stato giudicato sottovalutato in Germania, Gran Bretagna e Italia. La ricerca ha scoperto che i pali delle fondamenta che sono stati collocati circa un secolo fa e si trovano al di sotto del livello della falda freatica mostrano segni di decomposizione batterica. La decomposizione inizia dallo strato più esterno, dove è stata più comunemente reperita, prima di aprirsi la strada verso il cuore. Lo studio ha rivelato che certe specie di legname sono più resistenti di altre alla disgregazione. L'abete rosso è apparso più resiliente alla degradazione batterica dell'alburno di pino o dell'ontano. Anche il cuore del legno dei pini è apparso abbastanza resistente. Malgrado l'elasticità di certe specie di legname, anche la posizione ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo della degradazione batterica. Questo spiega perché l'abete rosso, dotato di un elevato fattore di resistenza, sia stato trovato seriamente degradato in certi siti. I risultati indicano che il tipo di terreno e l'inquinamento erano fattori di rilievo per la degradazione batterica. Lo studio mostra che esiste una correlazione tra il livello d'azoto/fosforo esistente nel legno e il grado di degradazione. I pali di legno nei suoli permeabili, come la sabbia, hanno mostrato un maggior numero di presenze di grave attacco batterico rispetto a quelli piantati in terreni non permeabili, come argilla e torba. Tuttavia non è stato possibile affermare lo stesso per il legno dei siti archeologici. Al contrario, nel legno archeologico la degradazione avviene più lentamente nei suoli sabbiosi che in quelli contenenti torba. Lo studio inoltre non ha evidenziato alcuna correlazione tra degradazione batterica ed età. L'integrità strutturale del legno è importante per gli archeologi perché consente loro di riconoscere la forma e le dimensioni del manufatto originale. Lo studio ha concluso che l'impatto della degradazione batterica sul legno è sottovalutato in Europa, specie in campo archeologico.