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Development of alumina forming ods ferritic superalloys as new biomaterials for surgical implant (ALUSI)

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Leghe d'alluminio per le protesi chirurgiche

Il progetto ALUSI ha esaminato le possibilità dell'alluminio di entrare nella composizione di leghe dotate di eccellente resistenza all'usura, da usare come biomateriali per le protesi chirurgiche per l'anca o il ginocchio.

Con l'aiuto del processo d'ossidazione termica, una lega altamente specializzata, la lega Fe-20Cr-5Al (PM 2000) rivestita d'allumina, possiede caratteristiche tali da potere essere impiegata come biomateriale. Diversamente dai biomateriali correntemente usati, in questa nuova lega non entrano né nichelio, considerato allergenico e teratogeno, né cobalto geostrategico. Il prodotto finale mostra eccellenti proprietà meccaniche, comparabili o superiori alla maggior parte dei biomateriali comunemente usati. Nella sua condizione pre-ossidazione, la lega mostra elevate prestazioni in termini di resistenza alla corrosione, e rilascia una quantità minima di ioni anche in attrito. Cosa ancora più importante, il nuovo materiale possiede un ottimo comportamento di biocompatibilità, simile a quello di materiali ben noti, come l'allumina. Comparata ad altri materiali con rivestimento bioinerte, la lega PM2000 mostra un limite alla fatica veramente alto e non si crepa facilmente in condizioni di deformazione del rivestimento. La tecnica d'ossidazione termica avanzata offre accresciute possibilità di sviluppare uno strato esterno d'allumina veramente sottile, dello spessore di 5 µ circa. Il metodo inoltre consente una significativa riduzione di densità rispetto alle leghe al cromo-cobalto. Questa tecnica di modificazione della superficie costituisce un processo facile, non contaminante e dall'ottimo rapporto costo/efficienza. Indipendentemente dalla forma della protesi, offre omogeneità in termini di spessore del rivestimento senza alterarne la tolleranza dimensionale. Per il suo comportamento ferromagnetico dolce, PM2000 non può essere impiegata con campi magnetici forti come quelli della NMR (Nuclear Magnetic Resonance). Questo la rende inadatta all'impiego in certi dispositivi medicali, e di fatto si stanno cercando tecniche di controllo alternative a tale scopo. Si cercano collaborazioni con fabbricanti di protesi chirurgiche per applicazioni di componenti specializzati.

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