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Chemicals as contaminants in the food chain: an NOE for research, risk assessment and education

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Una rete per valutare la tossicità dei contaminanti alimentari

Alcune università e piccole imprese europee hanno unito le loro energie per valutare i rischi per la salute determinati da contaminanti alimentari. Avvalendosi di un finanziamento UE, hanno sviluppato risorse centralizzate e una tabella di marcia per le ricerche future.

I contaminati chimici dietetici rappresentano una rilevante minaccia sanitaria globale. L'assenza di dati esaustivi rende difficile valutare con precisione il rischio da parte sia degli scienziati che dei consumatori. Alcuni ricercatori europei provenienti da 18 università e piccole e medie imprese (PMI) hanno avviato il progetto Cascade ("Chemicals as contaminants in the food chain: an NOE for research, risk assessment and education"), con l'obiettivo di creare una Rete di eccellenza (NoE - Network of Excellence) di aggregazione dei ricercatori, al fine di colmare le lacune e armonizzare l'intera catena della valutazione, dalle procedure di campionamento fino alla valutazione dei rischi e alle misure legislative. Gli scienziati si sono concentrati sulle diossine e sui bifenili policlorurati (PCB), sostanze particolarmente rilevanti in termini di effetti avversi sulla salute. Tali sostanze si accumulano nell'ambiente e nelle cellule adipose del corpo. A causa della loro estrema tossicità, possono alterare la funzione endocrina (vengono definite interferenti endocrini) con notevoli implicazioni per la crescita, lo sviluppo, la riproduzione e perfino per il cancro. Ricercatori appartenenti a diverse discipline hanno lavorato in sinergia per sviluppare una libreria centrale di risorse (anticorpi, geni rilevanti, ecc.) e identificare lacune nelle conoscenze inerenti alla valutazione dei rischi. Tra tali rischi, la NoE ha posto l'accento sull'importanza e la difficoltà di misurare i livelli di esposizione piuttosto che le quantità di alimenti, poiché quest'ultimo parametro non consente di determinare in modo adeguato il rischio. Il corpo metabolizza sostanze in vari modi, producendo molteplici prodotti intermedi. Pertanto i biomarcatori di tossine (sostanze prodotte dal corpo in risposta a un'immissione tossica) sono lo strumento migliore per predire il rischio. Inoltre, considerato che tali agenti chimici e i loro effetti tossici sono stati misurati solo da poco tempo, mancano dati sugli effetti a lungo termine e a basso dosaggio, che sono invece di importanza critica. Nell'ambito della sua attività, il Karolinska Institutet (l'organismo di coordinamento di Cascade) ha fornito il personale per un servizio incentrato su scienza e società, che comunica le ricerche sugli interferenti endocrini alle agenzie europee per la sicurezza alimentare e ai consumatori. Gli sforzi di coordinamento di Cascade potrebbero incidere notevolmente sulla sicurezza alimentare e sulla sensibilizzazione dei consumatori europei.

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