Valutazione dello schema pilota "capitale di avviamento" della Commissione (1989-1996)
Una valutazione esterna dello schema pilota "capitale di avviamento" della Commissione europea, corrente dal 1989 al 1996 conclude che esso ha dato un contributo positivo al contesto finanziario delle imprese europee. Tra il 1990 ed il 1993 23 fondi sono stati istituiti nell'ambito di tale schema; a ciascuno di essi la Commissione ha concesso un anticipo rimborsabile per la copertura del 50% dei costi operativi per una durata di cinque anni. Quindici di questi fondi, insediati in regioni ammissibili, hanno ricevuto stanziamenti supplementari dal Centro d'impresa e innovazione della loro area. La valutazione ha messo in luce la scarsa proporzione di investimenti in capitale di avviamento in Europa rispetto agli USA: tra il 1991 ed il 1995 soltanto 33 milioni di ECU sono stati investiti ogni anno in fondi di avviamento e in capitale iniziale, contro 115 milioni di ECU annui negli USA. Mentre in Europa soltanto 40 o 50 fondi sono specializzati nel capitale di avviamento, negli USA ve ne sono circa 250. La valutazione ha evidenziato la difficoltà di definire il capitale di avviamento e la presenza di due tipi di fondi: fondi privati, basati su criteri esclusivamente commerciali; piccoli fondi locali o regionali, finalizzati alla creazione di posti di lavoro ed allo sviluppo locale. L'altissimo rischio insito negli investimenti in capitale di avviamento limita l'interesse del settore privato, in quanto uno dei maggiori problemi consiste nell'ottenere un ritorno sull'investimento sufficiente senza mettere a repentaglio la sopravvivenza dell'impresa. %E' stato apprezzato il fatto che lo schema della Commissione abbia avuto un impatto positivo sulla situazione finanziaria delle imprese durante l'avviamento, nonché in termini di costituzione di imprese e di creazione di posti di lavoro. E' probabile, in particolare, che la maggior parte dei 23 fondi summenzionati non avrebbe mai visto la luce in mancanza dell'aiuto della Commissione. Se si confrontano le cifre relative ai posti di lavoro stabili create con i risultati dei programmi che rientrano nell'ambito dei fondi strutturali lo schema sembra piuttosto positivo.