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Resistance in Gram-Negative Organisms: Studying Intervention Strategies

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Strategie di intervento contro la resistenza agli antibiotici

L’Europa si trova di fronte a un drammatico aumento delle infezioni provocate da batteri resistenti ai farmaci. Con pochissimi agenti antimicrobici nel canale di scoperta di nuovi farmaci, sono urgentemente necessarie misure efficaci per contenere la resistenza e limitare la diffusione di tali patogeni.

Ricerca di base
Salute

I batteri gram-negativi multiresistenti (MDR-GNB) possono provocare gravi infezioni e rappresentano una reale minaccia per i pazienti ospedalizzati, principalmente per quelli ricoverati nelle unità di terapia intensiva (ICU). Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Agenzia europea per i medicinali hanno stimato che nel 2007 circa 200 000 pazienti sono stati infettati da MDR-GNB. A causa dell’evidente mancanza di agenti antimicrobici, sono necessari nuovi interventi per contenere la resistenza e limitare la diffusione dei MDR-GNB. Per raggiungere questo obiettivo, il progetto R-GNOSIS, finanziato dall’UE, ha riunito esperti leader nel settore che hanno sviluppato interventi all’avanguardia contro i MDR-GNB. Utilizzando una microbiologia altamente innovativa, la modellizzazione matematica e la gestione dei dati, i ricercatori hanno condotto cinque studi clinici pivotali che hanno testato l’efficacia di diversi approcci. «Il nostro obiettivo era quello di sviluppare strategie di profilassi e ottimizzare il trattamento contro i MDR-GNB, evitando le conseguenze dannose di questi batteri sugli esiti dei pazienti», spiega il coordinatore del progetto, il dott. Marc Bonten. Approcci per contenere la resistenza ai farmaci La prescrizione sconsiderata di antibiotici è in larga misura la causa della comparsa di specie MDR-GNB. Si ritiene pertanto che un miglioramento nella prescrizione di antibiotici nell’assistenza primaria possa attenuare il problema. A tale scopo, i partner R-GNOSIS hanno sviluppato test Point-of-Care (POCT) per ottimizzare la prescrizione di antibiotici e la profilassi con antibiotici prima di un intervento chirurgico. Poiché i batteri sono in grado di trasferire geni di resistenza verso i farmaci, i gruppi di ricerca scientifici di R-GNOSIS si sono impegnati a identificare le misure più efficaci per il controllo della trasmissione genetica. In particolare, hanno studiato gli aspetti molecolari fondamentali per la persistenza e il trasferimento di geni di resistenza nell’intestino umano e hanno utilizzato la modellizzazione matematica per generare una comprensione meccanicistica e quantitativa dei processi ecologici ed evolutivi che determinano le dinamiche dei MDR-GNB nell’ospite. Sono stati anche ottenute importanti informazioni sul modo in cui questi organismi vengono trasmessi negli ospedali. R-GNOSIS ha compreso uno studio clinico che prevedeva la decolonizzazione dell’intestino seguita dal trapianto fecale di microbiota (FMT) per i portatori intestinali di MDR-GNB, quali i bacilli della famiglia Enterobacteriaceae, produttori di beta-lattamasi ad ampio spettro (ESBL). Lo studio ha mostrato risultati preliminari incoraggianti, sebbene le sfide tecniche abbiano impedito il reclutamento del numero necessario di pazienti. Nondimeno, i partner R-GNOSIS sperano di continuare questi studi esplorando l’uso del FMT senza alcun uso precedente di antibiotici. In uno studio multicentrico, sono state testate diverse strategie di isolamento paziente come approccio per ridurre l’acquisizione di Enterobacteriaceae ESBL tra pazienti ospedalizzati, in modo analogo a quanto accade per lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA). Questo studio non ha rivelato alcuna differenza tra due strategie che differivano nell’intensità delle misure di isolamento. In un altro studio multicentrico, i ricercatori hanno testato diverse strategie di decontaminazione per i pazienti in terapia intensiva come mezzo per eliminare batteri dalle vie aeree e dall’intestino e prevenire le infezioni ospedaliere. Questo approccio è lo standard di cura nelle unità di terapia intensiva olandesi in cui la prevalenza della resistenza agli antibiotici è bassa. Questo studio si basava su 8 500 pazienti ricoverati in 13 unità di terapia intensiva in 6 paesi europei in cui la prevalenza della resistenza agli antibiotici era considerevolmente maggiore rispetto alle unità di terapia intensiva olandesi. Due di queste strategie includevano antibiotici e contrariamente ai precedenti risultati ottenuti nelle unità di terapia intensiva olandesi non hanno dimostrato alcun effetto benefico rispetto all’assistenza standard. Ciò costituisce un argomento forte contro l’uso di strategie di decontaminazione con antibiotici in unità di terapia intensiva con prevalenza di resistenza agli antibiotici da moderata ad alta. Il futuro della resistenza agli antibiotici Il dott. Bonten considera i batteri resistenti ai farmaci come «un nemico formidabile, dotato di sofisticati metodi molecolari per esprimere e scambiare geni di resistenza, in grado di colonizzare più serbatoi e di nutrire una sconcertante serie di fattori di virulenza per infettare qualsiasi ospite idoneo». Di conseguenza, egli sottolinea la necessità di sforzi concertati per migliorare la diagnosi, le pratiche di prescrizione degli antibiotici e le strategie di prevenzione delle infezioni per affrontare la resistenza agli antibiotici in futuro. Le segnalazioni derivate dai risultati di R-GNOSIS contribuiranno indubbiamente a tutti questi aspetti, portando a una migliore qualità dell’assistenza ai pazienti in Europa.

Parole chiave

R-GNOSIS, resistenza ai farmaci, MDR-GNB, trapianto fecale di microbiota (FMT), POCT

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