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Metagenomics in Cardiometabolic Diseases

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Il microbiota intestinale e le malattie cardiometaboliche

I ricercatori europei sono al lavoro per identificare i marcatori biologici e i fattori di rischio associati alle malattie cardiometaboliche, con particolare attenzione al microbiota intestinale e alla sua interazione con l’organismo ospite.

Salute

Le malattie cardiovascolari, l’obesità e la sindrome metabolica sono tra le cause principali di disagio e di una scarsa qualità della vita. Considerati i legami esistenti tra loro, queste patologie sono state raggruppate sotto la categoria di malattie cardiometaboliche. Attualmente i meccanismi che sono alla base di queste condizioni multifattoriali sono poco conosciuti e non è quindi possibile prevederne l’evoluzione nel tempo. I progressi nella ricerca in questo settore hanno portato a identificarne i percorsi patofisiologici, tuttavia gli strumenti predittivi restano poco precisi, a causa della difficoltà di valutare il ruolo dei fattori ambientali nell’incidenza delle malattie. Il progetto METACARDIS (Metagenomics in cardiometabolic diseases), finanziato dall’UE, ha cercato di migliorare le conoscenze in materia, analizzando i cambiamenti qualitativi e quantitativi del microbiota intestinale implicato in queste patologie. A questo scopo, il consorzio sta svolgendo studi clinici e sperimentali per convalidare le ipotesi secondo cui un ambiente nutrizionale non adeguato e uno stile di vita poco corretto favoriscono la loro progressione. Fino ad oggi, il microbioma è stato studiato principalmente nel contesto delle sole malattie metaboliche e non cardiometaboliche. La sua influenzabilità da parte dei fattori ambientali e la sua potenziale trattabilità fanno del microbiota intestinale un obiettivo terapeutico interessante. Per studiare la complessità del microbioma intestinale e le sue interazioni con l’ospite, il consorzio ha utilizzato tecniche come modellazione delle reti metaboliche, metagenomica, trascrittomica e metabolomica, ottenendo risultati che finora correlano un modello dietetico sano con il miglioramento dei livelli di colesterolo e dei marcatori infiammatori. La perdita di peso, inoltre, ha portato a un miglioramento della diversità microbica. Ulteriori associazioni sono state riscontrate tra i gruppi batterici intestinali e i fattori di rischio cardiovascolare. I team del progetto stanno lavorando su campioni di individui sottoposti a chirurgia bariatrica per correlare i profili genetici microbici e determinare i cambiamenti e i risultati clinici ottenuti. Nel complesso, gli strumenti generati hanno aiutato a chiarire l’impatto patofisiologico delle alterazioni del microbiota intestinale e le modalità per il loro sfruttamento terapeutico. L’individuazione delle firme predittive del risultato della chirurgia bariatrica sarebbe estremamente utile per consentire la scelta del trattamento più appropriato per ogni paziente.

Parole chiave

Microbiota intestinale, malattia cardiometabolica, obesità, metagenomica, chirurgia bariatrica

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