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Contenuto archiviato il 2024-05-28
Multiphosphorescent emitters based on Tris-Heteroleptic Iridium Complexes

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I LED a luce bianca diventano realtà

Anche se i diodi emettitori di luce organici (OLED) sono fortemente legati all’illuminazione eco-compatibile e al risparmio sui costi, l’emissione di luce bianca è stata molto difficile da ottenere. Alcuni scienziati finanziati dall’UE hanno utilizzato materiali fosforescenti organometallici promettenti con un’ampia emissione che copre la maggior parte dello spettro visibile.

I complessi di iridio ciclometallato (III) sono senza dubbio la famiglia più studiata di emettitori fosforescenti per gli OLED. Ciò è dovuto alle loro idonee proprietà fotofisiche: l’alta efficienza di fotoluminescenza, la breve durata dello stato attivato di tripletto e la possibilità di modificare il colore emesso su tutto lo spettro visibile. Tali complessi hanno trovato largo impiego in dispositivi OLED monocromatici. Tuttavia, gli OLED bianchi presentano problemi di stabilità e costi di lavorazione elevati, il che ostacola notevolmente il loro ingresso sul mercato. Nell’ambito del progetto MULTHIC (Multiphosphorescent emitters based on tris-heteroleptic iridium complexes), i ricercatori hanno affrontato queste limitazioni attraverso lo sviluppo di una nuova famiglia di doppi complessi di iridio fosforescente (III) in grado di emettere direttamente la luce bianca, senza la necessità di combinare più centri di emissione. La strategia ruotava attorno a questi complessi di iridio tris-eterolettico in cui i ligandi possono subire una controllata deformazione geometrica nello stato eccitato, portando a due stati emittenti di tripletto. I ricercatori hanno sviluppato una migliore metodologia sintetica per la preparazione di complessi di iridio ciclometallato che trasportano carbeni N-eterociclici, fenilimidazoli e pirazoli con notevoli rese. Di conseguenza, hanno preparato con successo complessi di iridio tris-eterolettico con una prima banda fosforescente di dimensioni inferiori a 500 nm e un’altra di circa 600 nm. I risultati del progetto spianano la strada alla progettazione di emettitori bianchi con un unico centro, superando i problemi riguardanti la deriva del colore. Quando si combinano due centri emittenti, un emettitore si degrada normalmente più velocemente dell’altro, e il dispositivo di illuminazione sperimenta una deriva del colore. Lo sviluppo di dispositivi OLED bianchi è quindi estremamente utile per le applicazioni di illuminazione a stato solido.

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