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Alla scoperta dei depositi europei di materie prime ad alta tecnologia, eliminando una strozzatura nel processo di produzione

Se il Regno Unito decidesse di sostituire tutte le automobili in circolazione al suo interno con quelle elettriche, per farlo avrebbe bisogno di un approvvigionamento di neodimio equivalente alla sua fornitura globale annuale. Nuovi modelli geofisici contribuiranno a incrementare l’estrazione di neodimio e di altre materie prime per supportare tecnologie avanzate e verdi.

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Materie prime ad alta tecnologia quali niobio, tantalio e gli elementi delle terre rare, neodimio e scandio, rivestono un’importanza crescente in settori quali l’elettronica di consumo, le energie rinnovabili e i trasporti a basse emissioni di carbonio. Attualmente, quasi tutta la domanda dell’UE di metalli speciali necessari per queste tecnologie deve essere soddisfatta dalle importazioni, spesso da poche miniere localizzate in uno o due paesi. Ciò comporta un rischio di interruzione dell’approvvigionamento di tali metalli. Le rocce ignee alcaline e le carbonatiti sono importanti depositi di molte risorse ad alta tecnologia, per cui sono sempre oggetto di ricerca. Il progetto HiTech AlkCarb, finanziato dall’UE, ha riunito 13 partner provenienti da Africa ed Europa in rappresentanza di PMI, indagini geologiche, università e un museo allo scopo di fornire i modelli geologici necessari per trovarli.

Il meglio di entrambi i mondi

Rispetto ai metalli più noti come il rame e l’oro, l’esplorazione di terre rare, di niobio e tantalio nelle rocce alcaline e nelle carbonatiti è agli inizi. Come spiega la coordinatrice del progetto Frances Wall, «i metodi geofisici (basati sullo studio dei campi fisici all’interno della Terra, come i campi magnetici ed elettromagnetici) sono essenziali per l’esplorazione geologica. In primo luogo abbiamo dovuto imparare come interpretare meglio questi segnali rispetto ai minerali e ai metalli di interesse. Avevamo anche bisogno di integrare gli aspetti ambientali e sociali nei nostri geomodelli poiché questi sono ora essenziali in tutte le fasi di esplorazione ed estrazione». HiTech AlkCarb ha realizzato numerosi casi di studio, con particolari approfondimenti provenienti dal vulcano Kaiserstuhl in Germania, risalente a 18 milioni di anni fa. Questo sito non è di interesse economico ma costituisce un eccellente sito di ricerca a causa delle lave vulcaniche e delle «radici» esposte (intrusioni ignee) del vulcano in cui sono esposti i depositi di minerali. Wall continua: «I nostri partner namibiani hanno apportato la loro esperienza in merito alle valutazioni di impatto ambientale e sociale (ESIA, environmental and social impact assessments). Questa “migliore pratica namibiana” è stata utilizzata durante il nostro lavoro sul vulcano Kaiserstuhl». Il risultato finale degli studi è stato un modello 3D del complesso vulcanico Kaiserstuhl che combina informazioni geologiche e geofisiche. Il partner del progetto Lancaster ha proseguito questa ricerca nel suo sito di esplorazione attivo di Songwe Hill nel Malawi e i suoi scienziati hanno trovato le misure geofisiche più efficaci per migliorare il loro modello geologico.

Applicazione versatile e di vasta portata

Un approccio basato sui geomodelli chiamato «Mineral Systems», applicato per la prima volta alle carbonatiti e alle rocce alcaline, sta già dando risultati entusiasmanti. È stato usato per esaminare con attenzione depositi noti, prevedere nuovi posti da testare e individuare altri tipi di depositi piccoli e complessi. I risultati saranno disponibili gratuitamente per supportare organizzazioni pubbliche, private e di ricerca. Le PMI partner stanno espandendo le loro attività tramite: finanziamenti aggiuntivi; conoscenza, competenze e servizi ampliati; e geomodelli migliorati. Il progetto ha anche prodotto un corso online speciale, già disponibile, per garantire una diffusione globale. «Abbiamo integrato competenze su scala mondiale per realizzare i nostri nuovi geomodelli. I nostri seminari hanno visto la partecipazione di 60 consulenti esperti provenienti da 20 paesi. Diverse centinaia di persone hanno preso parte all’incontro finale del progetto a Londra, di persona o online», riassume Wall. «Ora abbiamo una comprensione migliore dei depositi di rocce alcaline e di carbonatiti e siamo pronti a esplorare in modo più efficace in Europa e nel mondo. Le competenze e le informazioni per fare tutto ciò derivano da HiTech AlkCarb».

Parole chiave

HiTech AlkCarb, geofisico, geologico, depositi, esplorazione, carbonatite, neodimio, estrazione, roccia alcalina, metalli, elementi delle terre rare

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