Un passo avanti nella cura del piede diabetico
I pazienti affetti da diabete mellito non hanno la minima percezione del dolore nei piedi e a causa di ciò rischiano lo sviluppo di ulcere e, nei casi peggiori, l'amputazione. Per scongiurare tale pericolo, l'unica soluzione è rappresentata da una continua supervisione medica. Poiché ciò non è possibile, i pazienti devono recarsi in ospedale due volte al mese per una visita medica. Tuttavia, in molti casi il periodo che intercorre fra una visita e l'altra è cruciale, poiché l'evoluzione della malattia può essere irreversibile. Nell'ambito del progetto DIAFOOD è stato messo a punto un dispositivo che effettua un monitoraggio costante delle estremità inferiori, memorizza i dati e li trasmette al centro medico. Un sistema non invasivo di sensori, in grado di controllare l'umidità, la pressione e la temperatura del piede, viene incorporato in una soletta, che il paziente può inserire nelle scarpe. I dati provenienti dai sensori vengono memorizzati in un data-logger leggero e portatile. In seguito, utilizzando un PC o un telefono cellulare, i dati vengono inviati ad un'unità centrale situata presso una struttura medica, dove potranno essere valutati da esperti. Il sistema offre ai pazienti la possibilità di condurre una vita normale senza la minaccia dell'amputazione. Secondo le stime, questo dispositivo dovrebbe contribuire a ridurre le amputazioni di circa il 20 per cento. Inoltre, permetterà di abbassare costantemente i costi associati ad un intervento d'amputazione (protesi, riabilitazione e altre spese per il ricovero), che si aggirano attorno ai 50-80 mila euro per paziente.