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Nuovi biomarcatori per una segnalazione precoce delle malattie cardiovacolari

Gli scienziati dell’UE hanno identificato biomarcatori collegati ai segni precoci delle malattie cardiovacolari che potrebbero condurre a una più rapida diagnosi.

L’obiettivo a lungo termine del progetto EU-MASCARA (Markers for sub-clinical cardiovascular risk assessment), finanziato dall’UE, era di applicare tali nuovi biomarcatori per aiutare i medici a prevedere il rischio e intervenire tempestivamente. I biomarcatori più solidi saranno incorporati in nuovi test basati su biochip per uso clinico. Questi biomarcatori sono in grado di rivelare le malattie cardiovacolari in stadio molto precoce, quando ancora non causano sintomi, e potrebbero quindi aiutare il personale medico a valutare il rischio dei pazienti di sviluppare la malattia conclamata, permettendo un trattamento preventivo. Si potrebbero così ridurre i costi sanitari e soprattutto salvare vite umane. Le malattie cardiovacolari, che possono causare infarto miocardico, insufficienza cardiaca e ictus, sono tra le principali cause di morte a livello mondiale. Il consorzio è stato fortemente sostenuto dal contributo di PMI in settori chiave della ricerca ad alta tecnologia quali il testing dei biomarcatori, la gestione dei dati e lo sviluppo di analisi ed esami. Benché la R&S nel settore sanitario sia un’attività costosa e spesso richiede molto tempo, sono tuttavia enormi le opportunità commerciali dei nuovi strumenti analitici, che offrono accuratezza e riduzione dei costi. Il team del progetto sta ora lavorando alla combinazione di questi nuovi biomarcatori con quelli tradizionali, al fine di sviluppare un modello di previsione complessivo. Ciò contribuirà a ottenere analisi più integrate dei dati complessi relativi alle malattie cardiovacolari. Determinati fattori come l’elevata pressione sanguigna e il colesterolo alto sono spesso stati collegati a un maggiore rischio di malattie cardiovacolari, ma non si possiede ancora una valutazione precisa di tali parametri – e quindi nessun mezzo preciso per prevedere la salute cardiovacolare. Era proprio questo l’obiettivo del progetto EU-MASCARA. Sono stati analizzati campioni ematici e di urine di 350 pazienti, con e senza ipertensione, al fine di selezionare le molecole da utilizzare per individuare il rischio di malattie cardiovacolari. Sono inoltre stati utilizzati i dati di un’altra coorte di 800 pazienti per identificare i biomarcatori. Sono stati sviluppati peptidi per le misurazioni nelle urine e il team del progetto è riuscito a dimostrare la loro efficacia nella previsione di eventi cardiovascolari, come ad esempio l’infarto miocardico. Ciò significa che questi peptidi sono in grado di rilevare le malattie cardiovacolari allo stadio precoce, quando sarebbe ancora possibile impedire l’ulteriore progredire della patologia. I pazienti sono anche stati monitorati per la funzione cardiaca, con particolare attenzione alla malattia renale come fattore di rischio elevato per le malattie cardiovacolari. Anche i marcatori e i fattori genetici associati a struttura, funzione e infiammazione cardiache sono stati studiati rispetto al loro potenziale predittivo. Infine, sono state condotte analisi economiche dell’assistenza sanitaria per informare i responsabili delle politiche e le parti interessate sul valore economico e sociale della valutazione dei biomarcatori. I risultati del progetto EU-MASCARA – che dovrebbe concludersi a maggio 2016 – saranno presentati durante simposi rinomati e continueranno a essere pubblicati su importanti riviste di malattie cardiovascolari. Per ulteriori informazioni, consultare: Sito web del progetto EU MASCARA

Paesi

Regno Unito

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