Il Consiglio concorda sui piani per la politica idrica
Il Consiglio dell'Unione europea (UE) ha concordato una bozza di direttiva sulla politica idrica, che mira a ringiovanire le acque inquinate europee entro l'anno 2010. La direttiva si applicherebbe a norme sulla qualità e sui valori limite di emissioni e verrebbe attuata mediante piani di gestione dei bacini rivieraschi, piuttosto che divisioni politiche o amministrative. La bozza della direttiva stabilisce i seguenti requisiti per i bacini rivieraschi nell'Unione: - una valutazione delle caratteristiche del bacino; - la creazione di programmi di provvedimenti per raggiungere gli obiettivi della direttiva; - il riassunto di tutto in un "River Basin Management Plan"; - una consultazione pubblica su tale piano. La bozza di direttiva contiene inoltre: - un meccanismo per tener conto del principio di recupero dei costi per i servizi idrici; - azioni per combattere l'inquinamento accidentale; - misure specifiche sugli scarichi di sostanze pericolose da parte di impianti industriali di piccole dimensioni non rientranti nella direttiva sulla prevenzione e sul controllo integrati dell'inquinamento; - la possibilità di designare "aree protette"; - una procedura per lo sviluppo di strategie coordinate per affrontare l'inquinamento causato da sostanze inquinanti singole o gruppi di inquinanti. Secondo il Consiglio, la bozza di direttiva è intesa a sviluppare politiche idriche integrate e coerenti e fornire una "rete di sicurezza" per identificare quali questioni idriche necessitano urgentemente di attenzione. La bozza della direttiva è inoltre intesa a istituire una base per la raccolta e l'analisi di informazioni sulle condizioni dell'ambiente acquatico; sarà utilizzata al fine di formulare politiche per la sostenibilità. Richiede inoltre la trasparenza sulla base della pubblicazione e della divulgazione di informazioni e della consultazione pubblica. Non appena il testo sarà stato definito, sarà adottata una posizione comune sulla bozza di direttiva che quindi passerà al Parlamento europeo per la seconda lettura.