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Nuovi strumenti nella battaglia contro l’uso improprio dei dati online

In che modo i cittadini possono controllare la loro privacy online? In che modo le imprese possono rispettare la normativa europea in materia di protezione dei dati? Sei strumenti utili sviluppati da un progetto finanziato dall’UE forniscono le risposte.

© Blackboard, Shutterstock

I progressi della tecnologia digitale mettono in discussione il nostro concetto di privacy. Nel mondo di oggi, enormi volumi di dati vengono raccolti, condivisi e conservati in modi e a velocità che non hanno precedenti. Tutto ciò che facciamo con i nostri dispositivi collegati genera dati che possono essere usati o usati impropriamente a nostra insaputa. Controllare quando e come i nostri dati personali sono usati da altri sembra impossibile, soprattutto perché la condivisione di queste informazioni è parte integrante della nostra partecipazione alla società odierna. Per affrontare questo problema, il progetto PRIVACY FLAG, finanziato dall’UE, ha creato strumenti utili a promuovere la privacy e la protezione dei dati personali. Questi strumenti si basano su un sistema innovativo chiamato Universal Privacy Risk Area Assessment Methodology (UPRAAM). UPRAAM è stato sviluppato dal gruppo responsabile del progetto per valutare se le applicazioni, i siti web e la tecnologia dell’Internet degli oggetti rispettano il regolamento generale dell’UE sulla protezione dei dati (GDPR) e la legge svizzera sulla protezione dei dati. Con gli strumenti basati su UPRAAM i cittadini possono verificare se i loro diritti alla privacy sono rispettati e le imprese possono ottenere l’aiuto necessario per rispettare i requisiti di protezione dei dati personali. Strumenti per i cittadini Ci sono tre strumenti per aiutare i cittadini a monitorare e controllare la loro privacy: un’applicazione per smartphone, un componente aggiuntivo per browser e un osservatorio delle minacce. L’applicazione mobile informa gli utenti sui potenziali rischi per la privacy delle app installate su telefoni e tablet con tecnologia Android. Analogamente, il componente aggiuntivo per browser informa gli utenti di una possibile violazione della privacy durante la navigazione in Internet. I software e i siti web sono considerati sicuri e rispettosi della privacy oppure no sulla base di analisi che usano gli input degli abilitatori tecnici e i dati di crowdsourcing degli utenti finali di UPRAAM. Il terzo strumento a disposizione dei cittadini, ma utile anche per legislatori, sviluppatori web, ricercatori che si occupano di sicurezza e imprese, fornisce una panoramica generale sulla privacy dei dati in Internet. Tramite grafici e diagrammi, l’osservatorio presenta informazioni sull’adozione delle migliori pratiche sul web e identifica i problemi relativi alle tecnologie largamente diffuse che non garantiscono la sicurezza dei dati. I collegamenti ai tre strumenti gratuiti sono disponibili sul sito di PRIVACY FLAG. Strumenti per le aziende Altri tre strumenti mirano ad aiutare le imprese a rispettare le leggi sulla protezione dei dati. Il primo, che si chiama Privacy Pact, è un meccanismo volontario ma giuridicamente vincolante istituito per incoraggiare le imprese dei paesi extra UE a impegnarsi a rispettare la normativa europea in materia di protezione dei dati. Le imprese che firmano il Privacy Pact ricevono una certificazione che dimostra la loro conformità alle norme europee in materia di protezione dei dati. Un altro strumento utile è lo European Privacy Portal che fornisce collegamenti utili a riferimenti normativi, progetti di ricerca, risorse e organizzazioni relativi alla privacy e alla protezione dei dati personali. L’ultimo strumento è un piano di certificazione della protezione dei dati progettato per analizzare la conformità al GDPR di prodotti, servizi e sistemi di gestione delle informazioni. Il piano di certificazione EuroPrivacy è il primo del suo genere rivolto alle tecnologie emergenti, come l’attuazione dell’Internet degli oggetti e le città intelligenti. Secondo il professor Andrew Charlesworth dell’università di Bristol, partner del progetto, citato in un comunicato stampa pubblicato sul sito web dell’università, questo piano è un «esempio della sostenibilità dei risultati del progetto». PRIVACY FLAG (Enabling Crowd-sourcing based privacy protection for smartphone applications, websites and Internet of Things deployments) ha promosso la protezione della privacy dei cittadini combinando crowdsourcing, TIC e competenze legali. Il progetto si è concluso ad aprile 2018. Per maggiori informazioni, consultare: sito web del progetto PRIVACY FLAG