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Farmaco per la pressione del sangue connesso all’insufficienza cardiaca

Uno studio dimostra che il medicinale usato per trattare il dolore al petto e l’ipertensione arteriosa è associato a un rischio aumentato di arresto cardiaco improvviso (SCA, sudden cardiac arrest) fuori dall’ospedale.

Lo SCA si verifica quando il cuore smette all’improvviso di battere e può risultare fatale nel giro di pochi minuti nel caso non vengano messi in campo immediatamente interventi appropriati. Causato solitamente dall’aritmia cardiaca (disturbo del ritmo cardiaco), lo SCA costa molte vite ogni anno, causando il 50 % delle morti cardiovascolari. Di conseguenza, risulta fondamentale comprendere i fattori di rischio coinvolti. Uno studio basato su dati che fanno parte del progetto ESCAPE-NET, finanziato dall’UE, ha esaminato se un gruppo comune di farmaci conosciuti come diidropiridine giochi un ruolo nell’arresto cardiaco fuori dall’ospedale (OHCA, out-of-hospital cardiac arrest). Nel mese di marzo del 2019, le conclusioni sono state presentate al congresso annuale dell’Associazione europea per il ritmo cardiaco. I ricercatori si sono concentrati su nifedipina e amlodipina usando dati provenienti dal registro olandese di Amsterdam sugli studi di rianimazione e sul registro danese sull’arresto cardiaco. Secondo un sommario sul sito web dell’Associazione europea di cardiologia (ESC), i casi comprendevano pazienti OHCA di origine cardiaca con tachicardia ventricolare/fibrillazione ventricolare. La loro analisi ha mostrato che era più probabile subire un OHCA per i soggetti che avevano assunto una dose elevata di nifedipina rispetto a coloro che non stavano usando diidropiridine. «In entrambi i registri, l’uso attuale di dosi elevate di nifedipina (=60mg/day), ma non quello di dosi basse di nifedipina (<60mg/day), era associato a un maggiore rischio di OHCA, se confrontato al non utilizzo di diidropiridine», come evidenziato nel sommario. Lo studio ha inoltre scoperto che in entrambi i registri non vi era alcun collegamento tra uso di amlodipina e incremento nel rischio di OHCA. La prudenza è necessaria In un comunicato stampa dell'ESC, il capo del progetto ESCAPE-NET e cardiologo dott. Hanno Tan suggerisce che siano necessari ulteriori studi per giungere a simili conclusioni prima di intraprendere una qualsiasi azione da parte di medici o pazienti. «Questo studio suggerisce che dosi elevate di nifedipina possono aumentare il rischio di arresto cardiaco improvviso dovuto ad aritmia cardiaca fatale, a differenza dell’amlodipina. Se queste conclusioni venissero confermate in altri studi, potrebbero dover essere prese in considerazione al momento di valutare l’uso di uno dei due farmaci». Banca dati unica Il progetto ESCAPE-NET (European Sudden Cardiac Arrest network: towards Prevention, Education and NEw Treatment) in corso combina le più grandi coorti di studio sullo SCA in Europa in una banca dati congiunta, includendo più di 94 000 casi di SCA. Si concentra sull’identificazione di vari fattori che possono aumentare il rischio di SCA per una persona. Questi includono fattori di rischio ambientali quali stress socioeconomico/psicosociale e inquinamento atmosferico, fattori ereditati quali una storia familiare di malattia cardiovascolare, oltre a fattori acquisiti quali l’uso di medicinali e lo stile di vita. I partner del progetto ritengono che la creazione di banche dati dei profili DNA nelle potenziali coorti SCA sarà vantaggiosa per gli studi futuri. Sperano inoltre di migliorare la medicina personalizzata con varie innovazioni. ESCAPE-NET riunisce specialisti dello SCA, ovvero medici e ricercatori, con competenze complementari al fine di creare sinergie per una comprensione completa dello SCA nella popolazione generale. Il progetto sfrutterà anche applicazioni per smartphone e soluzioni TIC per migliorare il trattamento di primo soccorso. Per maggiori informazioni, consultare: sito web del progetto ESCAPE-NET

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Paesi Bassi

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